Trent’anni dopo, il sogno del Sudafrica è andato in frantumi

Nel 1994, l’African National Congress, il partito di Mandela, salì al potere, ponendo fine non solo al dominio della minoranza bianca ma a secoli di mentalità colonialista. Ed è ancora oggi al potere. Ma in Sud Africa la corruzione dilaga, l’economia è in difficoltà e la società è ancora divisa su basi razziali

Trent’anni dopo, il sogno è andato in frantumi
Il presidente del Sud Africa Cyril Ramaphosa

Dopo aver scoperto la democrazia, il Sudafrica andò incontro ad un inizio euforico con le sue prime elezioni libere nel 1994, piene di speranza e ottimismo. Questo spirito positivo continuò anche quando Nelson Mandela fu eletto presidente dopo aver trascorso 27 anni in prigione. L’African National Congress (ANC), il partito di Mandela, salì al potere, ponendo fine non solo al dominio della minoranza bianca ma a secoli di mentalità colonialista. Ed è ancora oggi al potere.

Tuttavia, guardando indietro agli ultimi 30 anni, il giudizio sullo stato del paese di Mandela è sobrio: l’economia del Capo di Buona Speranza è in difficoltà e la società è ancora divisa su basi razziali. Nel frattempo, il divario tra ricchi e poveri ha continuato ad aumentare, nonostante il fatto che l’ANC abbia fatto della questione una preoccupazione centrale quando salì al potere nel 1994. La frustrazione per questi sogni infranti è ora profonda.

Ci sono stati anche alcuni risultati importanti, almeno sulla carta. Secondo Fredson Guilengue, direttore del programma per l’Africa meridionale presso la Fondazione Rosa Luxemburg di Johannesburg, il Sud Africa è quantomeno riuscito a introdurre una delle costituzioni più progressiste del mondo, stabilendo libere elezioni, un sistema giudiziario indipendente, e una stampa libera, oltre ad aver migliorato il sistema di istruzione, garantito un maggiore accesso all’elettricità (ma negli ultimi dieci anni non è passato giorno senza che siano state registrare interruzioni nell’erogazione per molte ore in tutto il paese), all’edilizia sociale e ai servizi sociali.

Resta però il fatto che la corruzione all’interno dell’ANC è oggi ai massimi livelli. Insieme all’elevata disoccupazione, alla criminalità e alla povertà, oltre al contemporaneo aumento del costo della vita, sono tra i principali problemi che continuano ad affliggere il Sud Africa, un paese dove quasi la metà della popolazione sotto i 34 anni è considerata disoccupata.

I problemi sono emersi in tutta la loro virulenza quando il Sudafrica è scivolato nella crisi più grave degli ultimi tre decenni sotto la guida dell’ex presidente Jacob Zuma, in carica dal 2009 al 2018. Durante questo periodo, Zuma iniziò a saccheggiare le casse statali, portando la nazione sull’orlo della bancarotta. Il Sudafrica non sembra ancora essersi ripreso da questa esperienza. Al contrario, il clientelismo e il nepotismo paiono ormai essere parte integrante della cultura del paese, forse illusosi di poter far sparire rapidamente i propri scheletri nell’armadio dopo il 1994.

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