Affari sospetti di Eni in Congo

Rapporto di Re:Common. Antonio Tricarico: “La giustizia farà il suo corso, ma questo e altri procedimenti penali continuano a gettare un’ombra sull’attuale dirigenza di Eni, mettendo a rischio la reputazione della società simbolo dell’Italia intera nel mondo”

Affari sospetti di Eni in Congo

‘Il Caso Congo – Gli affari dell’Eni nella Repubblica del Congo e i silenzi del governo italiano’. È il rapporto dell’associazione Re:Common che ricostruisce gli aspetti controversi che riguardano due licenze ottenute dalla principale multinazionale italiana nel Paese africano e che sono sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. ‘Il Caso Congo’ prende in esame i vari protagonisti di questa vicenda, dall’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi e la sua consorte, passando per l’importante manager Roberto Casula, per poi arrivare a uomini d’affari, come l’inglese Alexander Haly. L’Eni è indagata per corruzione internazionale ai sensi della legge 231 del 2001, così come di corruzione internazionale sono accusati Roberto Casula, Maria Paduano, Andrea Pulcini. Alexander Haly ed Ernest Akinmade. Anche Claudio Descalzi e la moglie Marie Magdalena Ingoba sono sotto indagine, per “omessa comunicazione di conflitto di interessi”. Per la Procura società collegate alla Signora Ingoba avrebbero beneficiato da contratti firmati con Eni per servizi forniti in Congo. L’indagine della Procura di Milano era partita da una società privata, la congolese Aogc, che nel novembre 2013 ha ottenuto quote tra l’8 e il 10% di quattro giacimenti di petrolio controllati dall’Eni. Per i magistrati milanesi, la Aogc sarebbe una sorta di “cassaforte” del presidente Denis Sassou Nguesso, al potere da oltre 40 anni e anch’egli e la sua famiglia oggetto di inchieste internazionali. “La giustizia farà il suo corso, ma questo e altri procedimenti penali continuano a gettare un’ombra sull’attuale dirigenza di Eni, mettendo a rischio la reputazione della società simbolo dell’Italia intera nel mondo” ha dichiarato Antonio Tricarico di Re:Common.

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