
Terremoto politico in Serbia: il movimento studentesco conquista le elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre e mette fine al predominio politico di Aleksandar Vučić. Secondo le proiezioni diffuse da Ipsos e CeSID, la lista Studenti vincono ottiene circa il 53% dei voti, contro il 39% della coalizione Serbia Unita, riconducibile all’ex presidente. Alla formazione studentesca andrebbero circa 140 seggi su 250, sufficienti per una maggioranza assoluta.
Vučić ammette la sconfitta
È stato lo stesso Vučić ad annunciare in televisione la sconfitta del proprio schieramento, riconoscendo la vittoria degli avversari. L’ex presidente ha contestato i toni della campagna elettorale, accusando gli studenti di aver diffuso menzogne, ma ha ammesso che il risultato appare ormai difficilmente reversibile.
Dalle proteste al voto: due anni di mobilitazione
Il successo nasce da quasi due anni di manifestazioni contro la corruzione e le derive autoritarie. La mobilitazione è esplosa dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel novembre 2024, che provocò 16 morti e alimentò la rabbia contro le istituzioni e le responsabilità politiche.
Affluenza record e festa nelle piazze
L’affluenza ha sfiorato il 70%, uno dei livelli più alti degli ultimi decenni. Lunghe file ai seggi, una vasta rete di controllori elettorali e migliaia di osservatori hanno accompagnato una consultazione segnata da forti tensioni e timori di irregolarità. Alla diffusione delle proiezioni, Belgrado e altre città sono esplose in festeggiamenti.
La sfida decisiva: trasformare la protesta in governo
Il voto apre una nuova fase per la Serbia, Paese candidato all’adesione all’Unione europea ma tradizionalmente caratterizzato da delicati equilibri tra Bruxelles, Mosca e Pechino. Per il movimento studentesco, la sfida sarà trasformare il consenso elettorale in riforme concrete, rafforzando lo Stato di diritto, la trasparenza e la lotta alla corruzione.


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