
La fitta nebbia che avvolge Pokrovsk è diventata l’alleata perfetta delle truppe russe. Moto, pick-up e veicoli carichi di soldati e armi avanzano su strade distrutte dalle bombe, penetrando sempre più in profondità nella città simbolo del fronte orientale.
Dopo settimane di scontri, oltre 300 militari russi sarebbero già all’interno della città. Gli ucraini ammettono di trovarsi di fronte a una delle battaglie più cruciali per il controllo del Donetsk e, con esso, dell’intero Donbass.
Kiev arretra nel sud
Non va meglio sul fronte meridionale. Le forze ucraine hanno dovuto ritirarsi da cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia, a causa dell’intensificarsi degli assalti russi. “La situazione rimane difficile”, ha riconosciuto Volodymyr Zelensky, durante una visita a Kherson nel terzo anniversario della sua liberazione.
Il presidente ucraino cerca di infondere fiducia, ma le immagini delle colonne russe che entrano a Pokrovsk raccontano una realtà diversa: la pressione su Kiev cresce giorno dopo giorno.
Mosca prepara l’accerchiamento
Secondo fonti ucraine, la Russia avrebbe concentrato circa 150.000 uomini per chiudere Pokrovsk in una manovra a tenaglia. Se la città dovesse cadere, Mosca avrebbe via libera verso Kramatorsk e Sloviansk, le ultime grandi roccaforti ucraine del Donetsk.
Un passo decisivo verso l’obiettivo strategico di Putin: controllare l’intero Donbass e ottenere sul campo ciò che non riesce nei negoziati diplomatici.
Missili ipersonici e accuse incrociate
Sul piano militare, lo scontro si intensifica anche in profondità nel Paese. L’intelligence russa (Fsb) ha rivendicato un attacco con missili ipersonici Kinzhal contro un centro di spionaggio elettronico vicino a Kiev e contro una base aerea con jet F-16.
Mosca parla di una “rappresaglia” per una presunta provocazione ucraina: secondo il Cremlino, Kiev avrebbe tentato di dirottare un Mig-31 russo per simulare un finto attacco alla più grande base NATO. Gli 007 russi affermano che sarebbero stati offerti 3 milioni di dollari ai piloti per collaborare.
Propaganda e realtà
Le accuse non sono verificabili in modo indipendente, ma la guerra dell’informazione corre parallela a quella sul terreno. Intanto, migliaia di civili restano senza elettricità nelle regioni di Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e Odessa, colpite da nuovi raid.
Sul piano politico, cresce la tensione anche all’ONU: secondo il Kyiv Post, l’amministrazione Trump starebbe cercando di rimuovere i riferimenti all’integrità territoriale dell’Ucraina nella prossima risoluzione annuale. Una mossa che ha scatenato la protesta di Kiev e l’irritazione delle diplomazie europee.
Un inverno lungo e incerto
Con la diplomazia ferma e i fronti in fiamme, l’Ucraina affronta un nuovo inverno di guerra. Mentre la nebbia di Pokrovsk nasconde le mosse dei carri armati, si fa sempre più difficile intravedere la via verso la pace.









