
"Solo attraverso l'open source l'intelligenza artificiale può diffondersi e diventare accessibile". È il messaggio lanciato da Joe Tsai, presidente e co-fondatore di Alibaba, all'apertura del World Internet Conference Wuzhen Summit, in corso nella provincia cinese dello Zhejiang.
Secondo Tsai, i modelli aperti rappresentano la strada per costruire un ecosistema dell'intelligenza artificiale più inclusivo, capace di coinvolgere anche piccole imprese, ricercatori e Paesi in via di sviluppo. Una necessità resa ancora più urgente dalla crescente domanda di potenza di calcolo e dai costi elevati dello sviluppo dei modelli più avanzati.
La scommessa cinese si chiama Qwen
Alibaba è tra i protagonisti della strategia cinese sull'IA aperta. La sua famiglia di modelli Qwen conta, secondo i dati citati dall'azienda, oltre 470 varianti, più di 4 miliardi di download e oltre 330.000 modelli derivati sviluppati dalla comunità degli utilizzatori.
Tsai ha portato come esempio un'organizzazione non profit in Uganda che ha utilizzato Qwen per sviluppare un modello locale in grado di supportare 68 lingue africane. Un caso che, nella visione di Alibaba, dimostra come la disponibilità dei modelli possa ridurre le barriere tecnologiche e favorire l'innovazione anche fuori dai principali centri economici mondiali.
Pechino contro la "cortina di ferro digitale"
Il messaggio di Alibaba si inserisce nella strategia di Pechino per rafforzare l'autonomia tecnologica nazionale e competere con Washington. Al vertice, il premier Li Qiang ha invocato un dialogo internazionale aperto sull'intelligenza artificiale, mettendo in guardia contro un uso eccessivo della sicurezza nazionale come giustificazione per dividere Internet e gli ecosistemi tecnologici.
La posizione cinese si accompagna però a una politica non priva di contraddizioni: il governo ha introdotto nuove procedure di controllo sulle esportazioni di 23 tecnologie legate all'IA, pur prevedendo percorsi semplificati per alcune forme di diffusione internazionale dei modelli aperti.
DeepSeek e MiniMax: l'IA cinese guarda ai mercati esteri
Un passaggio significativo è arrivato il 23 ottobre, quando DeepSeek e MiniMax hanno ottenuto, secondo i media statali cinesi, le autorizzazioni necessarie per la distribuzione internazionale di alcuni modelli. MiniMax ha confermato di aver completato le procedure di registrazione per il rilascio open source e la concessione di licenze all'estero. Per DeepSeek, invece, la conferma disponibile è quella riportata dai media legati alla televisione di Stato.
La partita, dunque, non riguarda soltanto la ricerca e lo sviluppo: la Cina vuole trasformare i propri modelli in strumenti di influenza economica e tecnologica su scala globale.
Open source contro modelli chiusi: la questione della sicurezza
Il confronto con gli Stati Uniti resta centrale, ma non si riduce a una contrapposizione tra aziende favorevoli e contrarie all'apertura. Anthropic, per esempio, ha dichiarato di non sostenere un divieto generalizzato dei modelli open-weight, pur sottolineando i rischi legati alla diffusione incontrollata di sistemi particolarmente potenti: una volta pubblicati i pesi di un modello, diventa molto più difficile limitarne gli utilizzi o intervenire sulle protezioni.
Il dibattito riguarda anche una distinzione tecnica importante: rendere disponibili i pesi di un modello (open-weight) non significa necessariamente pubblicare il codice di addestramento e le informazioni complete sui dati utilizzati. Per questo, non tutti i modelli definiti commercialmente "open source" soddisfano la definizione rigorosa dell'Open Source Initiative.
Alibaba investe miliardi per competere
La strategia di Tsai poggia anche sulla capacità finanziaria del gruppo. Il presidente ha dichiarato che Alibaba utilizza il flusso di cassa generato dall'attività principale di commercio elettronico per finanziare infrastrutture informatiche e sviluppo dei modelli, affermando che gli investimenti in capacità di calcolo sono raddoppiati ogni anno negli ultimi tre anni.
La sfida è ormai globale: non si tratta soltanto di realizzare l'intelligenza artificiale più potente, ma di decidere chi potrà utilizzarla, modificarla, controllarla e costruire intorno ad essa nuove attività economiche. E Pechino vuole giocare questa partita da protagonista.









