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Gli Stati Uniti starebbero lavorando a un accordo di associazione diretto con la Groenlandia, escludendo la Danimarca. A rivelarlo è il settimanale britannico The Economist, che parla di una strategia alternativa all’annessione formale, più sottile ma potenzialmente altrettanto incisiva sul piano geopolitico.
Non annessione, ma controllo strategico
Secondo le indiscrezioni, Washington punterebbe a un’intesa politica e militare che consentirebbe agli Usa di schierare più liberamente truppe, rafforzare le basi esistenti e ampliare le infrastrutture militari sull’isola artica. Un modello che aggirerebbe il nodo giuridico della sovranità, mantenendo formalmente la Groenlandia autonoma ma di fatto ancorata all’ombrello strategico statunitense.
Perché la Groenlandia è cruciale
La Groenlandia è ormai al centro della nuova competizione globale:
- controlla rotte artiche sempre più navigabili a causa dello scioglimento dei ghiacci;
- è ricca di terre rare e minerali critici, fondamentali per la transizione energetica e l’industria militare;
- ospita la base Usa di Pituffik (ex Thule), pilastro della difesa antimissile americana.
In un contesto di crescente tensione con Russia e Cina, l’Artico è diventato uno dei nuovi fronti caldi della geopolitica mondiale.
La Danimarca tagliata fuori
L’ipotesi di un accordo che escluda Copenaghen rappresenterebbe un terremoto politico. La Danimarca, pur lasciando ampi margini di autonomia alla Groenlandia, resta formalmente responsabile di difesa e politica estera. Un’intesa bilaterale Usa-Groenlandia metterebbe in discussione questo assetto, aprendo uno scontro istituzionale senza precedenti all’interno del Regno danese.
L’Europa alza la voce
Da Bruxelles e dalle principali capitali europee il messaggio è netto: “i confini sono inviolabili”. L’Unione Europea osserva con crescente preoccupazione le mosse di Washington, temendo un precedente capace di ridisegnare gli equilibri di sovranità nel Nord Europa e di indebolire il fronte occidentale proprio mentre la NATO affronta nuove sfide globali.
Il ritorno della geopolitica “muscolare”
La possibile intesa conferma la linea dell’amministrazione Trump: meno multilateralismo, più accordi diretti, più peso alla proiezione militare e al controllo delle risorse strategiche. La Groenlandia, da periferia ghiacciata, si trasforma così in snodo chiave del nuovo ordine mondiale.


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