Sudamerica bocciato, India promossa: perché l’accordo con Nuova Delhi non scatena le proteste degli agricoltori

Dopo il Mercosur, Bruxelles cambia passo: tutele rafforzate per l’agroalimentare europeo, maxi-taglio dei dazi e una svolta strategica che allontana l’UE dagli Stati Uniti e avvicina il mercato indiano

Dopo le durissime proteste contro l’accordo UE-Mercosur, questa volta gli agricoltori europei restano sorprendentemente in silenzio. Il motivo è semplice: l’intesa commerciale tra Unione europea e India contiene clausole molto più rigide a tutela del settore agricolo europeo, soprattutto sui comparti più sensibili.

Norme sanitarie intoccabili: Bruxelles alza il muro

A differenza di altri accordi, Bruxelles ha chiarito un punto chiave: le norme igieniche e sanitarie europee non verranno abbassate. I prodotti importati dall’India dovranno continuare a rispettare integralmente gli standard UE, neutralizzando uno dei principali timori legati a sicurezza alimentare e concorrenza sleale.

I prodotti “sensibili” restano fuori

La Commissione europea garantisce una protezione piena per i settori agricoli più esposti. Restano esclusi dalla liberalizzazione zucchero, etanolo, riso, grano tenero, carne bovina e avicola, latte in polvere, banane, miele e aglio. Una scelta che spiega perché, almeno per ora, non si vedano trattori in strada.

Un mercato enorme (finora poco sfruttato)

L’India è oggi la quarta economia mondiale e il Paese più popoloso del pianeta, con oltre 1,5 miliardi di abitanti. Eppure è ancora un mercato relativamente poco presidiato dalle imprese europee: solo circa 6.000 aziende UE operano attualmente in India. L’obiettivo di Bruxelles è ambizioso: raddoppiare l’export europeo entro il 2032.

Crollano i dazi: vino, olio e food made in Europe

L’accordo prevede un drastico taglio delle tariffe doganali sul 96,6% delle esportazioni UE verso l’India. Alcuni esempi: vino: dazi dal 150% al 75% subito, poi in discesa fino al 20-30%; liquori: dal 150% al 40%; olio d’oliva: dazio azzerato in cinque anni; pasta, biscotti, pane, cioccolato, succhi: tariffe eliminate. Un vantaggio competitivo enorme per l’agroalimentare europeo di qualità.

Automotive e industria: l’accordo che fa gola alle imprese

Il settore più avvantaggiato sarà l’automotive: i dazi sulle auto passeranno dal 110% al 10% in dieci anni, con una quota annua di 250 mila veicoli europei. Azzerate o fortemente ridotte anche le tariffe su macchinari, farmaci, chimica, acciaio e aerei. Secondo Bruxelles, il risparmio complessivo per gli esportatori UE sarà di circa 4 miliardi di euro l’anno.

Non solo commercio: difesa, sicurezza e mobilità

L’intesa va oltre l’economia. UE e India hanno siglato anche: una partnership su difesa e sicurezza (marittima, cyber, antiterrorismo); un memorandum sulla mobilità, per favorire l’ingresso in Europa di ricercatori, lavoratori qualificati e stagionali indiani; un rafforzamento delle tutele sulla proprietà intellettuale.

Una mossa geopolitica controcorrente

Dopo il Mercosur, l’accordo con Nuova Delhi segna una svolta strategica di Bruxelles, che cerca nuovi equilibri globali e si smarca dall’asse commerciale statunitense, puntando su un partner chiave dell’Indo-Pacifico.

Modi: “Un accordo storico”

Per il premier indiano Narendra Modi si tratta del “più grande accordo commerciale di sempre”, destinato – nelle sue parole – a rafforzare la stabilità del sistema internazionale e a costruire una prosperità condivisa tra Europa e India.

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