
Nuova escalation diplomatica tra Stati Uniti ed Europa. Il presidente Donald Trump ha duramente criticato Italia, Germania e Spagna, accusandole di non aver sostenuto adeguatamente Washington durante la guerra in Iran. E apre a una misura clamorosa: il possibile ritiro delle truppe americane dai Paesi alleati.
“L’Italia non è stata d’aiuto”: la linea dura della Casa Bianca
Dallo Studio Ovale, Trump è stato esplicito: “L’Italia non è stata di alcun aiuto. La Spagna è stata terribile”.
Alla domanda su una possibile riduzione dei militari Usa in Europa, la risposta è stata secca: “Probabilmente”.
Un messaggio diretto agli alleati della NATO, già sotto pressione per le divisioni strategiche emerse negli ultimi mesi.
Crosetto replica: “Nessun motivo per accuse”
Immediata la risposta italiana.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha respinto le critiche, sottolineando che l’Italia non ha utilizzato lo stretto di Hormuz e si è resa disponibile per missioni di sicurezza marittima, apprezzate anche dagli stessi militari Usa.
Una replica che evidenzia la distanza tra le due sponde dell’Atlantico.
Numeri e basi: la presenza militare Usa in Europa
Le parole di Trump toccano un nodo strategico.
In Italia sono presenti circa 13.000 soldati americani, distribuiti in diverse basi strategiche.
In Spagna il contingente è di circa 4.000 unità, mentre in Germania si concentra il cuore della presenza Usa in Europa con circa 39.000 militari, in strutture chiave come Ramstein e Grafenwöhr.
Germania nel mirino: attacco diretto a Merz
Trump ha colpito duramente anche il cancelliere Friedrich Merz, accusandolo di concentrarsi sull’Iran invece che sui problemi interni della Germania.
Le tensioni sono esplose dopo le critiche di Berlino alla strategia americana nel conflitto mediorientale, giudicata “priva di direzione”.
Uno scontro che rischia di indebolire ulteriormente il già fragile equilibrio politico tedesco.
Madrid minimizza: “Partner affidabile”
Più cauta la reazione della Spagna.
Il governo guidato da Pedro Sánchez ha espresso tranquillità, ribadendo l’impegno del Paese come alleato affidabile e sottolineando il rispetto degli obblighi internazionali.
Madrid respinge anche le pressioni Usa per un aumento della spesa militare al 5% del Pil.






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