
Il Corridoio di Suwałki è un’area di appena 65 km al confine tra Polonia e Lituania che collega la Bielorussia con Kaliningrad, exclave russa. Secondo gli strateghi militari rappresenta uno dei punti più vulnerabili della NATO: in caso di attacco, le repubbliche baltiche rischierebbero di restare isolate dai rifornimenti via terra.
Guerra ibrida e tensioni al confine
Negli ultimi mesi Lituania, Lettonia ed Estonia hanno registrato una serie di episodi attribuiti a Mosca e Minsk: cyberattacchi, propaganda, sorveglianza di giornalisti e sabotaggi. Dal 2022 Vilnius ha alzato un muro di acciaio e filo spinato lungo 700 km, pattugliato giorno e notte, mentre i droni – spesso usati per contrabbando di sigarette – alimentano sospetti di spionaggio e destabilizzazione.
Vilnius sotto pressione
La capitale lituana dista solo 30 km dal confine bielorusso. Nel 2025 il governo ha varato un piano di evacuazione con 150 vie di fuga e un’app dedicata ai cittadini in caso di invasione. La minaccia, secondo le autorità, non è più teorica.
NATO rafforza il fianco Est
Con l’adesione di Svezia e Finlandia l’Alleanza ritiene di aver ridotto la vulnerabilità del corridoio, ma continua a intensificare le esercitazioni. In Lettonia, a Camp Ādazi, la brigata multinazionale guidata dal Canada – con forte presenza italiana – simula scenari di difesa contro un esercito invasore.
Ombra di Zapad 2025
A settembre Russia e Bielorussia terranno le maxi-esercitazioni Zapad 2025, con fino a 200mila soldati schierati ai confini baltici. Per i comandanti NATO il rischio è chiaro: un’esercitazione può trasformarsi rapidamente in un attacco, come avvenuto con l’invasione dell’Ucraina.







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