Il caccia russo che sfida la portaerei statunitense vicino alle costi calabresi

Giochi (bellici) senza frontiere. Mosca ha schierato nel Mediterraneo una forza navale mai vista prima: due incrociatori, due caccia, due fregate, una corvetta, almeno due sottomarini convenzionali e, forse, uno a propulsione nucleare (quest’ultima notizia non è al momento confermata). L’obiettivo russo è duplice: controllare a distanza ravvicinata i movimenti della Nato e tenersi pronti a intervenire per sbarrare l’accesso al Mar Nero.

Caccia russo sfida la portaerei statunitense vicino alle costi calabresi

Sale la tensione tra la flotta russa e quella della Nato nel Mediterraneo? Sembra di sì, a giudicare da una foto satellitare scattata nei giorni scorsi e diffusa dal sito CovertShores: si vedono la portaerei statunitense Truman inseguita da un caccia russo. Una sfida a poca distanza dalle coste della Calabria.

Scene che non si vedevano dai momenti peggiori della Guerra Fredda, parliamo degli anni ‘80. Lo scopo russo è evidentemente politico piuttosto che militare. Il messaggio che Mosca ci tiene ad inviare all’Occidente è che la Federazione non è preoccupata da un’eventuale escalation.

La portaerei Truman è l’ammiraglia dello schieramento occidentale nel Mediterraneo: i suoi cacciabombardieri F18 Hornet hanno simulato incursioni volando fino al Mar Nero e al Baltico, per testimoniare la capacità di intervenire in sostegno dei Paesi più vicini all’area del conflitto.

Dal lato russo, c’è il Kulakov, una nave (secondo alcuni osservatori) dotata di missili cruise Kalibr, lo stesso tipo di arma utilizzata per colpire le città ucraine. Si muove in coppia con l’incrociatore Varyag, il gigante della Marina di Mosca progettato per annientare le portaerei che è stato spostato nel Mediterraneo a febbraio, dove si è unita alla gemella Maresciallo Ustinov.

Mosca ha così schierato nel Mediterraneo una forza navale mai vista prima: due incrociatori, due caccia, due fregate, una corvetta, almeno due sottomarini convenzionali e, forse, uno a propulsione nucleare (quest’ultima notizia non è al momento confermata).

L’obiettivo russo è duplice: controllare a distanza ravvicinata i movimenti della Nato e tenersi pronti a intervenire per sbarrare l’accesso al Mar Nero. Ma Washington non sta a guardare: ha spedito altri incrociatori in rinforzo della Truman e ha inviato nei giorni scorsi i bombardieri B-52 a sorvolare le zone dove sono presenti le squadre navali russe.

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