Un clamoroso scandalo milionario investe il Vaticano

Inchiesta interna su operazioni finanziarie sospette: sospesi dai loro incarichi cinque dirigenti. Tra loro anche don Mauro Carlino, capo degli uffici della Segreteria di Stato, e Tommaso Di Ruzza, direttore dell'antiriciclaggio

Un clamoroso scandalo milionario investe la Santa Sede

Un clamoroso scandalo finanziario rischia di travolgere il Vaticano. Nel mirino sono finite operazioni finanziarie milionarie apparentemente irregolari effettuate da alcuni uffici della Segreteria di Stato. E ora a tremare sarebbero monsignori e, forse, potenti cardinali. Papa Francesco è stato avvertito all'inizio dell’estate di possibili crimini finanziari avvenuti negli ultimi anni e ha così ordinato un’indagine.

Gli uomini della Gendarmeria hanno effettuato sequestri di documenti riservati, di pc e computer negli uffici della Prima Sezione della Segreteria guidata dal cardinale Pietro Parolin, e nelle stanze dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria. Ovvero l’organismo indipendente che dovrebbe lavorare alle attività antiriciclaggio.

Poi il Corpo della Gendarmeria ha segnalato che cinque persone da oggi (2 ottobre) sono state “sospese cautelativamente dal servizio”.Si tratta di due alti dirigenti degli uffici della Segreteria, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi, di una addetta all’amministrazione, Caterina Sansone, e di altre due importanti figure. Sono il monsignor Maurizio Carlino, capo dell'Ufficio informazione e Documentazione dell’organismo, e Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Aif.

L’indagine è solo agli inizi. Ma risulta all’Espresso che le “operazioni finanziarie compiute nel tempo” riguardano alcune compravendite immobiliari milionarie all’estero, in particolare immobili di pregio a Londra.

Non è tutto qui. Gli investigatori starebbero infatti analizzando anche alcuni flussi finanziari dei conti su cui transita l’Obolo di San Pietro. Si tratta delle offerte di beneficenza che ogni anno arrivano dai fedeli di tutto il mondo al pontefice, che poi dovrebbe usarli per opere di carità verso i più deboli e bisognosi. 

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