Storiche elezioni in Congo, ma il paese è allo stremo. E attrae i big dell'auto per il cobalto

Da quando il Paese è divenuto indipendente dal Belgio, nel 1960, si tratta del primo trasferimento di potere tra due presidenti eletti. Prima invece solo colpi di Stato, assassini e guerre. Ma i risultati saranno resi noti non prima di 7 giorni. Intanto cresce l'attenzione delle case automobilistiche

Storiche elezioni, ma il paese è allo stremo

La Repubblica Democratica del Congo aspetta i risultati delle elezioni presidenziali del 30 dicembre: la giornata è stata caratterizzata da violenti scontri in alcune parti del Paese e da ritardi che hanno provocato lunghe file ai seggi. E ci vorrà una settimana per conoscere l'esito finale del voto.

Da quando il Paese è divenuto indipendente dal Belgio, nel 1960, si tratta comunque del primo trasferimento di potere tra due presidenti eletti. Prima invece solo colpi di Stato, assassini e guerre. Come i due conflitti che dilaniarono il Paese dal 1996 al 2003 causando oltre quattro milioni di vittime.

Il presidente uscente Joseph Kabila - salito al potere nel 2001 a soli 29 anni dopo l'assassinio di suo padre Laurent-Desirè (il leader dei ribelli che aveva destituito il dittatore Mobutu Sese Seko), non ha potuto tuttavia ricandidarsi. La Costituzione vieta il terzo mandato consecutivo. Ha così scelto un candidato “vicino”. Che traghetterebbe il paese fino alla prossima tornata elettorale, nel 2023. A quel punto Kabila potrebbe ripresentarsi. In tal contesto i candidati dell'opposizione, seppur indicati dai sondaggi come favoriti, hanno poche speranze.

Ma la popolazione è allo stremo. Il Congo è un Paese esteso quanto l’Europa occidentale, dove le strade asfaltate sono appena poco più di 3 mila chilometri e molte località sono raggiungibili solo in elicottero o con i battelli via fiume. Secondo l’indice sullo sviluppo umano elaborato dall’Onu, il Congo è al 176° posto su 188 Paesi. La corruzione è endemica, la povertà diffusa e l’analfabetismo dilagante in uno Stato costantemente lacerato da guerriglie (sono presenti oltre cento milizie rivali).

Nonostante tutto le elezioni non interessano soltanto ai 40 milioni di elettori congolesi (su una popolazione di 80 mln), ma anche le grandi case automobilistiche. Senza la turbolenta Repubblica Democratica del Congo, infatti, l’attesa rivoluzione dell’auto elettrica rischierebbe di slittare di parecchi anni. D’altronde nella provincia sud-orientale di Lualaba viene estratto oltre la metà del cobalto necessario ad alimentare le batterie al litio delle auto elettriche (ce ne vogliono 8-10 kg per ciascuna), degli smartphone e di altri apparecchi digitali. Ma nel sottosuolo del Congo non c’è soltanto il cobalto. Ci sono anche ricche miniere di metalli non ferrosi, oro, nichel, rame e diamanti.

Per questi motivi le elezioni del 30 dicembre, da cui dipende il futuro del Congo, assumono un valore che travalica i confini nazionali.

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