
C'è un nome e un volto dietro il clamoroso attentato che ha sconvolto il Principato di Monaco. Le autorità hanno identificato nella cittadina ucraina Anastasiia Berezovska, 39 anni, la principale sospettata dell'esplosione che ha gravemente ferito l'imprenditore ucraino Vadym Ermolaiev, la sua compagna e il figlio tredicenne.
Per la donna è stata emessa una Red Notice dell'Interpol, equivalente a una richiesta internazionale di arresto, con accuse che comprendono tentato omicidio, collocazione di un ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione a delinquere.
Il travestimento e il pacco bomba
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sospettata avrebbe agito con estrema pianificazione.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, inizialmente interpretate come quelle di un uomo con cappello e gilet scuro, sono state successivamente rivalutate: il presunto attentatore era in realtà una donna travestita da uomo.
Gli inquirenti ritengono che Berezovska abbia depositato un ordigno esplosivo nell'androne del palazzo e lo abbia azionato a distanza soltanto dopo aver verificato l'arrivo della famiglia, elemento che rafforza l'ipotesi di un attacco mirato e preparato nei minimi dettagli.
La fuga attraverso l'Europa
Dopo l'esplosione, la donna avrebbe raggiunto a piedi la vicina Beausoleil, in territorio francese, dove l'attendeva un'automobile noleggiata in Germania.
Secondo la ricostruzione investigativa, il percorso di fuga sarebbe proseguito attraverso la Francia, l'Italia — con un transito nell'area di Ventimiglia — quindi la Svizzera e altri Paesi europei, fino alla Germania, dove sarebbe stata avvistata nei pressi di Francoforte. Le autorità tedesche hanno già perquisito la sua abitazione, sequestrando materiale ritenuto utile alle indagini, ma la donna risulta tuttora irreperibile.
Chi era il bersaglio
L'obiettivo dell'attacco sarebbe stato Vadym Ermolaiev, imprenditore nato in Ucraina e successivamente divenuto cittadino cipriota.
Il magnate è stato inserito nel 2023 nella lista delle sanzioni del governo ucraino per presunti rapporti commerciali mantenuti in Crimea dopo l'annessione russa del territorio. Circostanza che negli ultimi anni aveva attirato su di lui forti polemiche politiche e mediatiche.
L'ombra della guerra oltre il fronte
Gli investigatori sottolineano che la sofisticazione dell'ordigno e la complessità dell'operazione fanno ritenere improbabile un'azione individuale.
Per questo motivo le indagini si stanno concentrando sull'eventuale esistenza di complici o mandanti. Al momento, tuttavia, non è stata accertata alcuna responsabilità riconducibile a governi o servizi segreti, né è stato definito il movente definitivo dell'attacco.
Resta però un elemento evidente: la guerra tra Russia e Ucraina continua a produrre effetti ben oltre il campo di battaglia, alimentando tensioni che possono raggiungere anche alcune delle località considerate più sicure e protette d'Europa.
Un caso senza precedenti nel Principato
L'esplosione ha rappresentato uno degli episodi criminali più gravi mai registrati nella storia recente di Monaco.
Il principe Alberto II ha definito l'attacco "un crimine odioso", mentre le autorità monegasche hanno rafforzato le misure di sicurezza e intensificato la cooperazione internazionale con Francia, Germania e Interpol per rintracciare la sospettata e chiarire tutti gli aspetti ancora oscuri dell'inchiesta.








