Italia-Ucraina, quanto pesa davvero l’aiuto militare di Roma?

Le cifre delle forniture italiane restano in gran parte riservate, ma Roma continua a sostenere Kiev: dalla difesa aerea SAMP/T alla cooperazione industriale, fino ai nuovi missili Aster 30.

L’Italia mantiene riservati i dettagli delle proprie forniture militari all’Ucraina, una linea adottata fin dall’inizio dell’invasione russa su larga scala nel 2022 e confermata anche dal governo Meloni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito ad agosto che i nuovi pacchetti saranno sottoposti alla preventiva autorizzazione parlamentare e comunicati al COPASIR, il comitato parlamentare italiano di controllo sull’intelligence.

Secondo il Kiel Institute, l’Italia è stata tra i principali Paesi europei che hanno continuato a sostenere Kiev, anche se il suo contributo militare è nettamente inferiore a quello dei maggiori donatori europei.

SAMP/T e Aster 30

Uno dei contributi strategicamente più importanti riguarda la difesa aerea. Italia e Francia stanno sviluppando congiuntamente il sistema SAMP/T NG, destinato anche all’Ucraina.

Nel luglio 2026 Kiev ha annunciato l’intenzione di acquistare quattro sistemi SAMP/T NG franco-italiani attraverso il nuovo Ukraine Support Loan europeo. Roma e Parigi hanno inoltre accelerato le consegne dei missili intercettori Aster 30 e autorizzato la futura produzione su licenza degli Aster in Ucraina.

È un passaggio significativo: la cooperazione italiana non riguarda quindi soltanto la consegna di equipaggiamenti già disponibili, ma anche tecnologie e produzione industriale di nuova generazione.

Un rapporto che diventa industriale

Il sostegno italiano si sta progressivamente trasformando in una collaborazione più ampia tra le industrie della difesa. L’obiettivo è costruire un rapporto di lungo periodo tra il sistema industriale europeo e quello ucraino, mentre Kiev cerca di rafforzare la propria capacità autonoma di produzione militare. Il governo italiano ha ribadito nel 2026 l'intenzione di sviluppare una cooperazione stabile nel settore della difesa.

Roma sostiene Kiev, ma evita l'esposizione

La strategia italiana resta quindi particolare: forte sostegno politico e militare, ma massima riservatezza sulle singole forniture.

Sul piano diplomatico, Roma continua inoltre a partecipare alla Coalition of the Willing, l'iniziativa europea per garantire sicurezza all'Ucraina nel caso di un futuro accordo di pace. La coalizione prevede anche una possibile forza multinazionale, ma subordinata a un credibile cessate il fuoco e alle decisioni dei singoli Paesi.

Il vero peso dell'Italia

Il ruolo italiano in Ucraina è dunque meno visibile di quello di Germania, Regno Unito o Francia, ma non marginale: difesa aerea, missili, cooperazione industriale, sostegno diplomatico e partecipazione alle iniziative europee di sicurezza.

E mentre l'Europa aumenta il proprio impegno per compensare il calo del sostegno statunitense, la partita per l'Italia si sposta sempre più dalla semplice consegna di armi alla costruzione di una cooperazione industriale e tecnologica di lungo periodo con Kiev.

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