Il terremoto mette il Venezuela in ginocchio: centinaia di morti e migliaia di feriti

Caracas e lo Stato di La Guaira devastati da due violente scosse superiori a magnitudo 7. Migliaia di soccorritori al lavoro tra le macerie, mentre cresce il numero delle vittime e dei dispersi. La Farnesina monitora la situazione degli italiani presenti nel Paese

Terremoto, centinaia di morti e migliaia di feriti

Il Venezuela affronta una delle peggiori tragedie della sua storia recente. Il violento terremoto che ha colpito il Paese ha provocato, secondo gli ultimi bilanci ufficiali, almeno 235 vittime e oltre 4.300 feriti, mentre migliaia di persone risultano ancora disperse nelle aree maggiormente colpite.

Le immagini provenienti da Caracas e soprattutto dallo Stato costiero di La Guaira mostrano interi quartieri ridotti in macerie, edifici crollati, infrastrutture danneggiate e popolazioni costrette a trascorrere la notte all'aperto.


Si scava senza sosta: ogni ora può salvare una vita

Le squadre di emergenza lavorano ininterrottamente per individuare eventuali superstiti.

Tra le notizie che alimentano la speranza, il salvataggio di un neonato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira e quello di una donna recuperata viva oltre 24 ore dopo il sisma.

Le operazioni risultano estremamente difficili a causa delle strade interrotte, dei ponti lesionati, dell'aeroporto gravemente danneggiato e delle comunicazioni ancora fortemente compromesse.


La macchina internazionale dei soccorsi è già in movimento

Numerosi Paesi hanno attivato immediatamente gli aiuti umanitari inviando squadre specializzate nella ricerca sotto le macerie, unità cinofile, ospedali da campo e materiali di prima necessità.

Anche l'Unione Europea ha attivato il Meccanismo europeo di Protezione Civile, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato un primo sostegno finanziario destinato alla ricostruzione.

L'Italia segue con particolare attenzione la situazione della numerosa comunità italo-venezuelana. La Farnesina, attraverso l'Unità di Crisi, sta verificando le condizioni dei connazionali e ha confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano coinvolto nel crollo di un edificio.


Perché il sisma è stato così distruttivo

Secondo gli esperti, la devastazione è stata aggravata dalla combinazione di due potenti scosse ravvicinate, entrambe con epicentro relativamente superficiale, condizione che amplifica gli effetti distruttivi in superficie.

A pesare sono stati anche la vulnerabilità del patrimonio edilizio, i limitati controlli antisismici e la posizione geografica del Venezuela, attraversato dalla complessa faglia che separa la placca caraibica da quella sudamericana, una delle aree sismicamente più attive del continente.


Il bilancio rischia ancora di aggravarsi

Le autorità continuano a invitare la popolazione alla prudenza per il rischio di nuove repliche, mentre cresce la preoccupazione per il numero ancora elevato di persone irreperibili.

Con il passare delle ore, il bilancio delle vittime potrebbe purtroppo aumentare, trasformando questo terremoto in una delle più gravi catastrofi naturali che abbiano colpito il Venezuela negli ultimi decenni.

Fonte
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