L’Italia continua a perdere terreno sulla produttività rispetto alle grandi economie europee. Dal 2019 al 2024 la crescita è rimasta pressoché ferma, e nell’arco degli ultimi trent’anni ha registrato in media appena lo 0,2% annuo, contro l’1,2% della media Ue, l’1% della Germania, lo 0,8% della Francia e lo 0,6% della Spagna.
Il monito del Cnel
A evidenziarlo è il primo Rapporto annuale sulla produttività del Cnel, che parla di un “ritardo strutturale” e avverte sul rischio di un circolo vizioso: salari stagnanti, pochi investimenti in innovazione e formazione e conseguente blocco della crescita della produttività.
Salari bassi e poca innovazione
Secondo il Cnel, senza un cambio di passo sul fronte delle competenze, della digitalizzazione e della ricerca, l’Italia rischia di restare intrappolata in un modello economico a bassa crescita e bassa qualità del lavoro, con effetti negativi sulla competitività e sul benessere dei lavoratori.





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