
Il 2024 segna un anno nero per l’energia nucleare a livello globale (esclusa la Cina). La produzione è crollata del 14% rispetto al 2006, pari a 363 TWh in meno. La quota del nucleare nel mix elettrico mondiale è scesa al 9%, il livello più basso registrato negli ultimi quattro decenni.
Il sorpasso delle rinnovabili
Gli investimenti raccontano una transizione energetica sempre più sbilanciata: 728 miliardi di dollari destinati alle rinnovabili non idroelettriche contro appena 21 miliardi al nucleare. Nel 2024 sono stati installati 565 GW di nuova capacità solare ed eolica, a fronte di soli 5,4 GW nucleari.
Criticità strutturali
Il Rapporto annuale sull’industria nucleare* evidenzia come l’atomo fatichi a integrarsi nei sistemi elettrici moderni, dominati da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Gli SMR (reattori modulari di piccola taglia), presentati da molti governi come soluzione futura, restano fermi alla fase sperimentale.
Decommissioning e geopolitica
Dei 218 reattori dismessi nel mondo, solo una parte è stata completamente bonificata: un problema aperto per sicurezza e costi. Sullo sfondo, la Russia mantiene un ruolo strategico come fornitore di combustibile nucleare e costruttore di reattori, alimentando tensioni geopolitiche.
La transizione è segnata
I numeri parlano chiaro: il nucleare arretra, le rinnovabili accelerano. E il futuro dell’energia sembra ormai tracciato.
* Il rapporto esaminato in questo post è stato prodotto da attivisti contrari all'energia nucleare. Ciò non significa che i dati utilizzati e le analisi porposte siano necessariamente inattendibili.


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