Sanità, Italia ultima nel G7: spesa pubblica al 6,2% del Pil e 36 miliardi di gap con l’Europa

Nel 2025 l’Italia è solo 15ª tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE per spesa sanitaria pubblica pro capite e ultima nel G7. Il divario rispetto alla media europea supera i 36 miliardi di euro. Bruxelles avverte: le difficoltà del sistema sanitario rischiano di diventare anche un problema economico e sociale.

Sanità, Italia ultima nel G7: spesa pubblica al 6,2% del Pil e 36 miliardi

La sanità pubblica italiana perde terreno rispetto al resto dell'Europa.

Secondo la nuova analisi della Fondazione GIMBE, basata sui dati OECD Health Statistics aggiornati al luglio 2026, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2% del Pil, dal 6,3% del 2024.

La media dell'area OCSE e quella dei Paesi europei dell'OCSE sono entrambe al 7,1%. L'Italia si colloca così al 15° posto su 27 per spesa sanitaria pubblica pro capite e all'ultimo posto tra i sette Paesi del G7.

3.952 dollari per abitante

Il divario emerge ancora più chiaramente guardando alla spesa per cittadino.

Nel 2025 l'Italia ha destinato alla sanità pubblica 3.952 dollari pro capite, contro i 4.861 della media OCSE e i 4.965 dollari della media dei Paesi europei dell'OCSE.

Il differenziale è quindi di 1.013 dollari per abitante rispetto alla media europea. Tradotto sulla popolazione italiana, secondo GIMBE significa un gap complessivo di circa 36,1 miliardi di euro.

La Germania spende più del doppio

Il confronto con gli altri grandi Paesi industrializzati è ancora più netto.

La Germania destina alla sanità pubblica circa l'11% del Pil, quasi cinque punti percentuali in più dell'Italia. Sul piano della spesa pro capite, Berlino arriva a 8.726 dollari, oltre il doppio dei 3.952 italiani.

Anche Francia e Regno Unito si collocano significativamente sopra l'Italia nella quota di Pil destinata alla sanità.

Il distacco è iniziato oltre 15 anni fa

Non si tratta soltanto di un fenomeno recente.

Secondo GIMBE, fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro capite italiana era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei dell'OCSE. Da allora il divario ha iniziato ad ampliarsi, senza essere più recuperato.

La pandemia ha ulteriormente accentuato le differenze: molti Paesi hanno aumentato in modo significativo gli investimenti sanitari, mentre la crescita italiana è stata più contenuta.

Il prezzo lo pagano i cittadini

Il problema del finanziamento si riflette sulla capacità del sistema di garantire cure tempestive.

La Commissione europea, nel Country Report 2026 sull'Italia, segnala che nel 2024 il 9,9% della popolazione ha dichiarato di aver rinunciato a cure mediche necessarie, contro il 6,3% del 2019.

Tra le cause figurano soprattutto le lunghe liste d'attesa, la carenza di personale e i costi sostenuti direttamente dalle famiglie. Nel 2023 la spesa out-of-pocket rappresentava il 23,7% della spesa sanitaria complessiva, contro il 14,9% della media UE.

Fonte
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