
Dopo oltre un decennio di abbandono, la Rike Concert Hall di Tbilisi è destinata a scomparire. Le autorità georgiane hanno autorizzato la demolizione del complesso progettato dagli architetti italiani Massimiliano e Doriana Fuksas, una delle opere più iconiche dell'architettura contemporanea europea nel Caucaso.
Il progetto, mai completato né aperto al pubblico, dovrebbe lasciare spazio a un nuovo complesso alberghiero, nell'ambito di un piano di riqualificazione immobiliare promosso da investitori privati.
Un simbolo dell'era Saakashvili
La Rike Concert Hall era stata concepita alla fine degli anni Duemila durante la presidenza di Mikheil Saakashvili, protagonista del processo di avvicinamento della Georgia all'Unione europea e alla NATO.
Con il suo design futuristico in vetro e acciaio, l'edificio rappresentava la volontà del Paese di proiettarsi verso l'Occidente attraverso un vasto programma di modernizzazione urbana che interessò numerose aree della capitale.
I lavori furono però interrotti nel 2012 dopo il cambio di governo e la vittoria del partito Sogno Georgiano, segnando di fatto la fine del progetto.
La protesta dello Studio Fuksas
Lo Studio Fuksas ha espresso forte contrarietà alla decisione delle autorità georgiane.
In una nota ufficiale, gli architetti hanno sottolineato che, in oltre sessant'anni di attività professionale, è la prima volta che un loro progetto rischia di essere demolito senza alcun confronto preventivo sulle possibili alternative di recupero.
Secondo lo studio italiano, l'edificio avrebbe potuto essere riconvertito e valorizzato anziché demolito.
Tra politica, investimenti e geopolitica
La vicenda va oltre il semplice destino di un'opera architettonica.
Negli ultimi anni la Georgia ha vissuto un progressivo deterioramento dei rapporti con l'Unione europea. Bruxelles ha espresso più volte preoccupazione per alcune riforme del governo guidato da Irakli Kobakhidze, per la controversa legge sulla trasparenza delle influenze straniere e per il rallentamento del percorso di integrazione europea.
Parallelamente, il nuovo esecutivo viene considerato dagli osservatori internazionali più prudente nei confronti della Russia rispetto ai governi precedenti, pur continuando a dichiarare ufficialmente l'obiettivo dell'adesione all'UE.
Da investimento pubblico a operazione immobiliare
Il progetto della Rike Concert Hall aveva richiesto investimenti pubblici superiori ai 30 milioni di dollari ed era ormai quasi completato quando venne sospeso.
Dopo diversi tentativi di vendita, il complesso è passato nelle mani di operatori immobiliari privati fino all'attuale proprietà del gruppo turco Maqro Property, specializzato nello sviluppo alberghiero.
L'obiettivo è realizzare una nuova struttura ricettiva in una delle aree più prestigiose della capitale georgiana, affacciata sul fiume Kura e a pochi passi dal centro storico.
Un edificio che racconta il cambiamento della Georgia
La demolizione della Rike Concert Hall assume oggi un forte valore simbolico.
Quello che doveva rappresentare l'immagine di una Georgia moderna, aperta agli investimenti internazionali e orientata verso l'Europa, diventa il riflesso di una nuova fase politica ed economica del Paese, caratterizzata da un delicato equilibrio tra aspirazioni europee, interessi economici e nuovi assetti geopolitici nel Caucaso.


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