Se la Lega passasse da “prima gli italiani” a “prima gli europei”…

Se la Lega passasse a “prima gli europei"...

Sulla capacità comunicativa è stato detto e scritto tutto il (bene) possibile. Dunque, nulla da eccepire. Matteo Salvini non è uscito indenne da “prima il Nord” a “prima gli italiani”, bensì assoluto vincitore. È riuscito a spingere l’asticella della Lega ben oltre rispetto a quanto fatto dai suoi predecessori. Ma visto che l’appetito vien mangiando, qualcos’altro potrebbe forse in futuro accadere.

Ecco allora che potrebbe apparire non così assurdo immaginare un ulteriore scatto in avanti della Lega a “prima gli europei”.

Che poi sarebbe lo slogan perfetto per raggiungere due piccioni con una fava: attuare (davvero) la benedetta redistribuzione dei migranti e accreditarsi maggiormente a Bruxelles per cambiare l’Europa come spesso ripete di voler fare. E che segnerebbe anche un notevole salto di qualità della Lega.

A quel punto sarebbe ancora più semplice drenare voti ad esempio da ex elettori Pd. Il che ci riporta all’inizio. Certamente, il vicepremier non ha bisogno di consigli. Vedremo.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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