
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per immettere immediatamente sul mercato americano e internazionale oltre 300mila tonnellate di gasolio russo. Secondo quanto dichiarato da Trump, seguiranno altre forniture nei prossimi mesi, fino a diversi milioni di tonnellate.
La decisione punta a contrastare il caro-carburanti negli Stati Uniti, dove il diesel è fondamentale per trasporti, agricoltura e logistica. Washington ha inoltre autorizzato temporaneamente alcune operazioni commerciali con il gasolio russo, sospendendo specifiche restrizioni fino ad aprile 2027.
Zelensky: “Regali a Putin non porteranno pace”
La reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stata durissima. Kiev considera l’allentamento delle sanzioni un vantaggio economico per Mosca, che potrebbe utilizzare nuove entrate per sostenere lo sforzo bellico.
Zelensky ha chiesto che eventuali concessioni alla Russia siano legate a una reale de-escalation e a impegni reciproci per fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Kiev continua a colpire le raffinerie russe
L’intesa arriva mentre gli attacchi ucraini alle raffinerie russe continuano a mettere sotto pressione la capacità di raffinazione di Mosca. Tra gli episodi segnalati figura anche un attacco contro un impianto nella regione di Rostov: per i dettagli sull’entità dei danni è necessario fare riferimento alle comunicazioni ufficiali e alle verifiche indipendenti.
Secondo Axios, Trump avrebbe deciso di procedere con l’accordo dopo che Kiev non avrebbe accolto le richieste statunitensi di fermare unilateralmente gli attacchi alle raffinerie. La ricostruzione evidenzia una crescente divergenza tra Washington e Kiev sulle strategie per ridurre i prezzi energetici e fare pressione sulla Russia.
Prezzi più bassi o nuove risorse per Mosca?
L’accordo presenta un dilemma geopolitico: aumentare l’offerta di diesel potrebbe contribuire ad attenuare le tensioni sui mercati, ma gli analisti citati dall’Associated Press dubitano che i volumi annunciati siano sufficienti a ridurre sensibilmente i prezzi internazionali.
Il beneficio economico per la Russia, invece, potrebbe essere più immediato, grazie alla possibilità di vendere combustibili nonostante le restrizioni. Sullo sfondo restano i negoziati per porre fine alla guerra: senza un’intesa sulle garanzie di sicurezza e sulla reciprocità delle concessioni, la cooperazione energetica rischia di alimentare nuove tensioni tra gli alleati occidentali.










