
Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende numerose misure previste dal Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, approvato nel settembre 2026. La legge prevedeva nuove sanzioni contro soggetti russi e dazi fino al 100% sulle importazioni provenienti da alcuni grandi acquirenti di petrolio e gas russi. La sospensione è stata giustificata dalla Casa Bianca con l’interesse nazionale degli Stati Uniti.
Il diesel al centro della strategia
La decisione arriva dopo l’accordo annunciato da Trump per favorire nuove forniture di diesel russo ai mercati statunitense e internazionale. La priorità della Casa Bianca è aumentare l’offerta e frenare i prezzi dei carburanti, diventati un problema politico in vista delle elezioni parlamentari di novembre.
Ma gli effetti sui prezzi restano incerti: gli analisti segnalano che i volumi aggiuntivi potrebbero non essere sufficienti a riequilibrare un mercato condizionato da tensioni geopolitiche, disponibilità limitate di prodotti raffinati e difficoltà nelle forniture.
Putin incassa un vantaggio?
Il congelamento delle misure rischia di ridurre la pressione economica su Mosca, mentre prosegue la guerra contro l’Ucraina. Le nuove sanzioni erano state concepite per colpire le entrate energetiche russe e penalizzare i Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas dalla Federazione.
La scelta ha suscitato critiche bipartisan negli Stati Uniti: alcuni parlamentari accusano Trump di indebolire la strategia di contenimento della Russia proprio mentre cerca un’intesa energetica con il Cremlino.









