Il mercato immobiliare italiano continua a muoversi, sostenuto da una domanda resiliente e da condizioni di finanziamento in graduale miglioramento. Nel 2025 le richieste di mutuo sono cresciute di oltre il 19%, mentre le erogazioni di credito alle famiglie hanno segnato un aumento superiore al 30% nei primi mesi dell’anno.
Eppure, il dato più sorprendente resta un altro: il 51,4% delle compravendite immobiliari avviene senza ricorrere a finanziamenti, con pagamenti effettuati interamente in contanti o con capitali propri.
Famiglie e investitori stranieri trainano gli acquisti
A guidare il boom degli acquisti cash sono soprattutto le famiglie italiane con elevata liquidità e gli investitori esteri, attratti dal mattone italiano come bene rifugio. La casa resta una forma di tutela contro inflazione e volatilità dei mercati finanziari, soprattutto in un contesto globale ancora incerto.
Il fenomeno riguarda sia la prima casa sia gli investimenti a reddito, in particolare nelle grandi città e nelle località turistiche, dove affitti brevi e rendite immobiliari continuano a garantire ritorni competitivi.
Tassi in calo, ma il debito resta un tabù
Il calo progressivo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea ha reso i mutui più accessibili rispetto ai picchi del 2023. Tuttavia, molte famiglie preferiscono ancora evitare l’indebitamento, complice un contesto economico segnato da incertezza sui redditi e da un’elevata propensione al risparmio.
La cultura finanziaria italiana continua a privilegiare il patrimonio immobiliare e la liquidità rispetto alla leva del credito, un tratto distintivo rispetto ad altri mercati europei e statunitensi.
Un segnale di ricchezza (ma anche di disuguaglianza)
Il boom degli acquisti senza mutuo è anche un indicatore della crescente polarizzazione patrimoniale: chi dispone di capitali può comprare subito, mentre chi ne è privo resta escluso dal mercato o rinvia l’acquisto.
Per il settore, il fenomeno è una spinta alla stabilità dei prezzi, ma solleva interrogativi su accesso alla casa, politiche abitative e ruolo del credito nel sostegno alla domanda.
Prospettive 2026: mercato resiliente, ma selettivo
Gli analisti prevedono un mercato ancora attivo nel 2026, ma sempre più segmentato: forte domanda nelle grandi città e nel lusso, maggiore fragilità nelle aree periferiche. La combinazione tra tassi in discesa, demografia stagnante e capitali concentrati continuerà a ridisegnare la mappa del mattone italiano.



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