Lo yuan avanza in Africa: lo Zambia apre le casse alla valuta cinese

Per la prima volta un Paese africano incassa tasse minerarie in yuan. Pechino rafforza la sua presa sulle materie prime strategiche e sfida il dominio del dollaro

Lo yuan avanza in Africa: lo Zambia apre le casse alla valuta cinese

Lo Zambia, secondo produttore di rame in Africa, compie un passo storico nei rapporti finanziari con Pechino. Le aziende minerarie cinesi attive nel Paese hanno iniziato a pagare diritti di estrazione e imposte direttamente in yuan, segnando una svolta senza precedenti nella gestione delle entrate pubbliche legate alle risorse naturali.

Secondo Bloomberg, i pagamenti sono partiti nell’ottobre 2025, rendendo lo Zambia il primo Stato africano ad accettare ufficialmente la valuta cinese per il pagamento delle tasse.

Un segnale chiaro: lo yuan si radica nel continente

La mossa è considerata dagli analisti un ulteriore segnale della crescente diffusione internazionale dello yuan, soprattutto nei Paesi africani ricchi di materie prime strategiche. Il rame zambiano è cruciale per la transizione energetica globale — batterie, veicoli elettrici, infrastrutture — e Pechino punta a controllarne non solo l’estrazione, ma anche i flussi finanziari.

Dalla cooperazione industriale alla sfera monetaria

Negli ultimi anni la presenza cinese in Zambia si è estesa ben oltre il settore minerario: infrastrutture, energia, logistica e credito. L’accettazione dello yuan per le entrate fiscali rappresenta un salto di qualità, perché sposta il rapporto dal piano commerciale a quello monetario e finanziario. Per la Cina significa ridurre la dipendenza dal dollaro nei Paesi partner e rafforzare l’uso internazionale della propria valuta.

Kenya ed Etiopia seguono la stessa strada

Lo Zambia non è un caso isolato. In precedenza, il Kenya aveva firmato un accordo per convertire in titoli denominati in yuan parte dei prestiti originariamente contratti in dollari, mentre l’Etiopia ha avviato negoziati simili per ristrutturare il proprio debito estero utilizzando la valuta cinese. Una dinamica che si inserisce in una strategia più ampia di de-dollarizzazione progressiva nel Sud globale.

La strategia di Pechino: risorse, debito e valuta

L’uso dello yuan in Africa si affianca a:

- finanziamenti della Belt and Road Initiative;

- accordi bilaterali di currency swap;

- prestiti infrastrutturali denominati in renminbi.

Secondo osservatori internazionali, Pechino sta costruendo un ecosistema economico alternativo a quello dominato dal dollaro, partendo proprio dai Paesi più dipendenti da capitali esteri e ricchi di risorse naturali.

Un precedente che può cambiare gli equilibri

L’esperimento zambiano potrebbe fare scuola. Se altri Stati africani seguiranno l’esempio, lo yuan potrebbe diventare una valuta di riferimento per il commercio delle materie prime africane, ridisegnando gli equilibri finanziari globali e riducendo il peso storico delle valute occidentali. Una trasformazione silenziosa, ma potenzialmente dirompente per il sistema monetario internazionale.

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