Più incertezze e meno crescita. Verso una nuova recessione globale?

Più incertezze, meno Pil. Verso una nuova recessione globale?
Lawrence Bonne, capo economista Ocse

Partiamo dalla conclusione. “L'espansione economica globale sembra aver raggiunto il picco”: è la sintetica osservazione contenuta nelle ultime analisi dell’Ocse. Si intensificano i rischi in un contesto nel quale la crescita a livello mondiale appare sempre più eterogenea.

L'economia globale crescerà del 3,7% sia nel 2018 sia nel 2019, con differenze crescenti tra i paesi, in contrasto con l'espansione su ampia scala osservata nell'ultima parte del 2017 e all'inizio di quest'anno. Lo scenario sul Pil mondiale è, dunque, decrescente e in peggioramento rispetto alle precedenti previsioni di maggio per tutti i paesi del G20.

Nel 2019 Germania e Francia avranno un Pil dell’1,8%, mentre quello dell’Italia scenderà all’1,1%. Stati Uniti, Cina e India si posizioneranno l’anno prossimo, rispettivamente, al 2,7%, 6,4% e 7,4%. Mentre le due isole Regno Unito e Giappone dovranno accontentarsi dell’1,2%.

L’Ocse individua tre cause: l'aumento delle tensioni commerciali, l'inasprimento delle condizioni finanziarie nei mercati emergenti e i rischi politici. Un trittico che potrebbe ulteriormente indebolire la crescita a medio termine. Anche perché la fiducia si è indebolita, il commercio e la crescita degli investimenti si sono dimostrati più lenti del previsto e l'incremento dei salari è rimasto modesto nella maggior parte dei paesi, nonostante la disoccupazione a livello Ocse sia scesa al di sotto dei tassi pre-crisi.

Secondo il capo economista dell’organizzazione con sede a Parigi, Laurence Boone, "con condizioni finanziarie più rigide che creano stress su un certo numero di economie emergenti, in particolare Turchia e Argentina, un quadro politico solido e stabile sarà fondamentale per evitare ulteriori turbolenze".

Oltre a ciò, l'Ocse ritiene necessario migliorare la resilienza, aumentare la produttività e accelerare sull'inclusione. Un compito arduo per la classe politica. Specialmente in Italia, dove per Boone è auspicabile che il governo non modifichi le riforme introdotte dal precedente esecutivo. Immediata la replica del vicepremier Di Maio: "L'organizzazione non si intrometta".

Fonte

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com