Il governo perde un pezzo. Fioramonti si dimette: “Pochi fondi per l’istruzione”

Le dimissioni confermate da Palazzo Chigi. L’esponente del M5s andrebbe a costituire un gruppo autonomo alla Camera a sostegno del premier Conte. In pole position Morra

Il governo perde un pezzo. Fioramonti si dimette: “Pochi fondi”
Lorenzo Fioramonti

Il governo continua a fibrillare anche tra Natale e Santo Stefano. Questa volta però è successo qualcosa in più: sono arrivate, la sera del 25, le dimissioni di un ministro. Il capo del dicastero dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha consegnato la lettera al premier Conte. Da alcuni giorni circolavano rumor sull’addio del responsabile dell’Istruzione: erano legati all’approvazione della manovra e al mancato stanziamento dei fondi attesi, appunto, per l’Istruzione.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva ammesso nei giorni scorsi: “Abbiamo inserito circa due miliardi aggiuntivi per scuola, università e ricerca. Avrei voluto destinare ancora più risorse a questi settori fondamentali. L’impegno è per la prossima manovra”.

Fioramonti andrebbe a costituire un gruppo alla Camera a sostegno del premier come embrione di un nuovo soggetto politico.

Per la successione all’Istruzione il nome in pole è quello di Nicola Morra, attuale presidente della Commissione parlamentare antimafia.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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