Scarica l’autocertificazione necessaria per ogni spostamento

L’Italia si ferma: ecco le principali regole da rispettare

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Il decreto del Presidente del Consiglio “Io resto a casa” è in vigore da oggi (martedì 10 marzo). Le norme sono valide in tutta Italia. 

Chi viola le prescrizioni è punito con l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro. Pene più gravi possono essere comminate per chi adotterà comportamenti, come ad esempio la fuga dalla quarantena per i positivi, che possono configurare il reato di delitto colposo contro la salute pubblica.

Il decreto del Presidente del Consiglio prevede la possibilità di uscire di casa per motivi di lavoro, salute (comprovati da certificato medico) e alle normali necessità, come andare a fare la spesa. In tutti questi casi servirà mostrare un’autocertificazione (che trovate in allegato) e compilarla.

Il lavoro va avanti, anche se alle aziende è consigliato di attuare il cosiddetto smart working, e ove non possibile di limitare gli spostamenti al massimo.

Non ci si può più muovere dal proprio Comune di residenza.

Tutti i mezzi di trasporto, pubblici e privati, funzionano regolarmente.

Autostrade, strade, aeroporti e stazioni sono aperte e normalmente funzionanti.

Fino al 3 aprile le scuole e le università restano chiuse.

Bar e ristoranti possono essere aperti, ma soltanto fino alle ore 18. In ogni caso sono vietati gli assembramenti all’aperto e c’è l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza di un metro.

Chiusura per teatri, cinema, musei, scuole di ballo, sale giochi e bingo. Stop anche a eventi sociali, congressi e meeting di ogni tipo.


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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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