Conte: “Il motore dell'Italia rallenta ma non si ferma. È la tragedia più grave del dopoguerra”

L’elenco delle attività strategiche, quelle che non si fermano, conta circa ottanta voci. Dalla chimica all’alimentare, passando per farmacie e edicole

Conte: “Il motore del Paese rallenta ma non si ferma”
Il premier Giuseppe Conte

“Chiudo tutte le attività non strategiche fino al 3 aprile” di fronte alla “crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra: la morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova”.

A questo punto non abbiamo alternative. Il premier ne è consapevole: sono “misure severe. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi.”

Conte è sicuro che il sistema reggerà: “Il motore dell’Italia rallenta – dice – ma non si ferma”. L’elenco delle attività strategiche, quelle che non si fermano, conta circa ottanta voci. Dalla chimica all’alimentare, passando per farmacie e edicole.

Conte prova poi a rassicurare gli animi, spiegando che per contrastare l’emergenza coronavirus “il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa”. 

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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