Nasce Domani, ma va in edicola a settembre, l'anti-Repubblica

Nasce Domani, ma va in edicola a settembre, l'anti-Repubblica

Con l'età, si sa, si perdono i freni inibitori. Carlo De Benedetti di anni ne ha quasi 86 e di freni, quelli imprenditoriali, ne ha avuti sempre pochi, vista la mole dell'impero che è riuscito a creare. E che non vuole smettere di ampliare. Niente freni e niente peli sulla lingua. “I miei figli hanno fatto un gravissimo errore a vendere Repubblica. Anche solo per il fatto che io gliela avevo regalata e i regali non si vendono”. Un'ammissione di frattura familiare già inusitata per un imprenditore qualsiasi, figurarsi per il proprietario, o meglio l'ex proprietario, della testata editoriale che da 30 anni contende al Corriere della Sera la piazza di numero uno in Italia.

“Mi sono amaramente pentito di avergliela regalata”, continua così l'atto di pubblica contrizione sotto le domande di Corrado Formigli che incalza e chiede della linea della nuova creatura editoriale, annunciata per la prima volta il 4 maggio. Si chiamerà Domani e si collocherà “nel campo liberal democratico, dalla parte di chi patisce le diseguaglianze sociali, in un quadro di libero mercato. Con un occhio attento a tutti i poteri, senza distinzione” questo quanto legge lo stesso patron del gruppo Cir dalla lettera d'incarico al giovane direttore della nuova testata, Stefano Feltri, finora vicedirettore del Fatto Quotidiano

“Stefano Feltri ha solo 35 anni e questo già la dice lunga sullo spirito di questo giornale, che sarà composto da giovani, e da una consistente percentuale di donne” aggiunge De Benedetti, che si è riservato il ruolo di azionista unico, anche se Domani sarà controllato da una fondazione, che ne fa “un caso quasi unico in Europa, insieme a The Guardian e alla Frankfurter Allgemeine”.

“Lei Formigli ha il logo in anteprima assoluta, lo abbiamo deciso ieri” (27 maggio, ndr). E' forse un sole nascente, con quei tre pallini rossi che vanno ingrandendosi? “No, piuttosto è un cammino in crescita...”. Sarà in edicola da settembre ma con una piccola-grande rivoluzione concettuale. “Il quotidiano nascerà e rimarrà digitale: sarà solo accompagnato dal cartaceo. L'esatto opposto di tutti i giornali esistenti”. Cinquant'anni di differenza tra il direttore e l'editore, ma in cammino insieme con l'idea di innovare...  

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