Gelli consegnò ai Nar l’anticipo di denaro per l’esecuzione della strage di Bologna

Secondo la Procura generale, alcuni giorni prima dell’attentato ci fu un incontro tra il capo della P2 e i terroristi

Strage di Bologna, Gelli consegnò ai Nar l’anticipo di denaro
Licio Gelli (1919-2015)

Fu Licio Gelli a consegnare ai Nar l’anticipo di denaro per l’esecuzione della strage di Bologna, costata la vita a 85 persone e il ferimento di altri 200. È la convinzione maturata dai magistrati della Procura generale che hanno indagato su mandanti e finanziatori dell’attentato del 2 agosto 1980, per il quale sono già stati condannati in via definitiva Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (per concorso in strage è stato anche condannato in primo grado Gilberto Cavallini).

Il capo della P2, alcuni giorni prima della bomba alla stazione, incontrò alcuni esponenti della destra eversiva a cui consegnò 1 milione di dollari in contanti. La vicenda è stata ricostruita analizzando i flussi di denaro che tra il 1979 e il 1982, partivano dal Banco Ambrosiano per arrivare sui conti cifrati svizzeri e, quindi, a Gelli.

Dai conti del capo della P2 inoltre arrivarono rilevanti somme di denaro a Federico Umberto D’Amato (ex piduista e direttore dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno legato alla Cia) e a Mario Tedeschi (ex senatore del Msi e direttore de Il Borghese).

D’Amato era in contatto diretto con Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale, che - secondo i magistrati - era il punto di contatto con le diverse fazioni del terrorismo di destra. Tedeschi ha avuto un ruolo importante nel tentativo di depistare le indagini. 

Fonte
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