Quante anomalie costituzionali nell’incarico a Draghi…

Dalle dimissioni di Conte al mandato esplorativo di Draghi e al governo tecnico/politico

Quante anomalie costituzionali nell’incarico a Draghi…

La crisi del governo Conte bis e sfociata nell’incarico a Draghi è stata caratterizzata da una serie di anomalie costituzionali ben descritte nell’articolo di Mauro Volpi. Seguono alcuni passaggi.

In primo luogo, la crisi è stata aperta dalle dimissioni di un Presidente del Consiglio che aveva appena ottenuto la fiducia delle Camere. Quand’anche il Senato avesse respinto la relazione del Ministro della giustizia, ciò non avrebbe comportato l’obbligo di dimissioni del Governo. Le dimissioni quindi non erano dovute ma sono state un atto politico, maldestramente incoraggiato dai partiti della maggioranza, che ha inaugurato una crisi di governo extraparlamentare.

La seconda anomalia riguarda le caratteristiche assunte dal mandato esplorativo, non per responsabilità del Presidente della Repubblica e del Presidente della Camera, ma delle delegazioni dei partiti che hanno discusso non solo di programmi, ma anche di nuovi ministri e incarichi di governo senza che vi fosse un Presidente incaricato al quale sarebbe spettato di affrontare tali questioni con le forze politico-parlamentari. In questo modo si è data l’occasione a Italia Viva di liquidare la maggioranza e il Presidente del Consiglio in carica, fin dall’inizio il suo vero obiettivo.

Infine, il conferimento dell’incarico a Draghi non è un’anomalia costituzionale, ma è avvenuto senza che il Presidente della Repubblica provvedesse ad un nuovo giro di consultazioni al fine di saggiarne la disponibilità ad appoggiare il “governo di alto profilo” caldeggiato. Ciò determina grandi incertezze sulle caratteristiche che il nuovo governo dovrebbe assumere.

In concreto si potrebbe avere un governo di unità nazionale a guida tecnica ma composto in tutto o in larga parte da ministri politici. Tuttavia è difficile immaginare che possano convergere sullo stesso programma partiti che hanno posizioni incompatibili su varie questioni (dirimenti, ndr).

In alternativa potrebbe essere costituito un governo composto interamente o in larga maggioranza da personalità non rappresentative dei partiti politici e con un programma non concordato preventivamente con questi. Il ricorso, per la quarta volta dal 1992 ad oggi, ad un governo siffatto, suscita più di un dubbio, in quanto i problemi sanitari, sociali e economici non possono essere risolti con scelte tecniche che si assumono come “neutrali”.

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