Caso mascherine cinesi. Arcuri indagato per peculato

Il reato di peculato sarebbe contestato anche ad Antonio Fabbrocini, che è stato uno stretto collaboratore di Arcuri e il responsabile unico del procedimento per l’acquisto di 801 milioni di mascherine da tre diversi consorzi cinesi.

Caso mascherine cinesi. Arcuri indagato per peculato
Domenico Arcuri

L’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Roma per peculato. A darne notizia è il quotidiano ‘La Verità’, che però, pur sottolineando che l’accusa è contenuta nel fascicolo d’inchiesta sulle forniture di mascherine, non indica in modo circostanziato quali sarebbero gli episodi specifici.

Secondo il quotidiano di Maurizio Belpietro, il reato di peculato sarebbe contestato anche ad Antonio Fabbrocini, che è stato uno stretto collaboratore di Arcuri e il responsabile unico del procedimento per l’acquisto di 801 milioni di mascherine da tre diversi consorzi cinesi.

Per tale acquisto, gli intermediari hanno ricevuto, secondo la Procura, provvigioni per 72 milioni di euro (finendo indagati per traffico di influenze). Arcuri ha però sempre negato di essere a conoscenza delle maxi-commissioni, sostenendo invece di essere stato “oggetto di illecite strumentalizzazioni” da parte degli intermediari.

Già a novembre la Procura aveva iscritto sul registro degli indagati Arcuri e Fabbrocini, ma dopo qualche settimana aveva chiesto l’archiviazione della loro posizione. E ora i pm avrebbero deciso di contestare il nuovo reato.

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com