
“Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana”. Con un messaggio pubblicato su X, il vicepresidente della Confederazione svizzera Ignazio Cassis ha voluto ribadire la vicinanza alle famiglie colpite dal rogo di Capodanno, sottolineando che il dolore è condiviso da entrambi i Paesi.
“Vogliamo chiarezza”: il dialogo con l’Italia
Cassis ha assicurato che Berna segue “con attenzione” il lavoro della giustizia del Canton Vallese e ha riferito di averne discusso direttamente con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Al centro del confronto, la volontà comune di Italia e Svizzera di sostenersi reciprocamente in quella che viene definita una “tragedia comune”.
La procura del Vallese avverte: “Nessuna pressione dall’Italia”
Sul piano giudiziario, la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha preso pubblicamente posizione per chiarire le responsabilità istituzionali. “Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera”, ha dichiarato, precisando però che non intende cedere a eventuali pressioni politiche.
Il nodo Moretti e la decisione del Tribunale
Pilloud ha inoltre smentito di essere stata lei a disporre (dietro pagamento di una cauzione da 200mila franchi) la scarcerazione di Jacques Moretti, uno degli indagati: la decisione, ha spiegato, è stata presa dal Tribunale delle misure coercitive, secondo le procedure previste dall’ordinamento svizzero.
Parmelin: “I sistemi giuridici non si sovrappongono”
Dal fronte politico, è intervenuto anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin, parlando dall’assemblea dell’UDC a Näfels. In un video diffuso dal quotidiano Blick, Parmelin ha invitato alla cautela: “Comprendiamo l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane. I due sistemi giuridici non vanno sovrapposti”.
Separazione dei poteri e giustizia trasparente
Parmelin ha ribadito un principio chiave della democrazia elvetica: la separazione dei poteri. “La politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e rispondere di eventuali errori”, ha affermato, sottolineando che lo stesso criterio vale anche sul piano politico.
Sostegno alle famiglie e un percorso lungo
Il presidente svizzero ha infine assicurato che le autorità federali e cantonali sono impegnate nel sostegno alle famiglie delle vittime, spiegando che sono già stati illustrati i prossimi passi dell’inchiesta. “Sarà un processo lungo”, ha ammesso.
Tensione diplomatica: Roma richiama l’ambasciatore
Nel frattempo, Parmelin ha confermato di essere in contatto diretto con la premier Giorgia Meloni. Proprio oggi, infatti, l’Italia ha deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, un segnale politico che evidenzia la delicatezza dei rapporti bilaterali in questa fase.







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