Elezioni in Lussemburgo, il partito di Juncker vince ma è in declino. Avanzano i Verdi

Elezioni, il partito di Juncker vince ma è in declino. Avanzano i Verdi

Il partito cristiano-sociale (CSV), dell’ex premier e ora presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è il chiaro perdente. Come accaduto in Baviera, i Verdi sono i vincitori: moltiplicano per tre il numero dei seggi parlamentari. È questo il principale esito delle elezioni politiche in Lussemburgo. Ma la composizione del prossimo governo resta indefinita.

Ad essere chiamati alle urne sono stati 256mila elettori, poco meno del 43% della popolazione del Granducato, dove quasi la metà degli abitanti (il 48%) è straniera e senza diritto di voto alle legislative.

L’attuale coalizione al governo - comprendente il Partito democratico di stampo liberale (DP), il Partito socialista operaio lussemburghese (LSAP) e i Verdi – potrebbe non riuscire ad avere i numeri necessari per continuare a guidare l’esecutivo.

Allo stesso tempo, non sembra esserci disponibilità verso una coalizione allargata al CSV. “Qualsiasi ipotesi di questo tipo è impensabile”, ha detto François Bausch, leader dei Verdi alla Camera dei deputati e ministro delle Infrastrutture. Anche l’LSAP - che ha perso quasi 2,7 punti percentuali e tre seggi - ha escluso ogni possibilità in tal senso. “I risultati confermano il governo al potere”, secondo il primo ministro Xavier Bettel, capofila del DP, che il mese scorso aveva organizzato un minivertice dei liberali con il presidente francese Emmanuel Macron e gli altri due premier del Benelux, l'olandese Mark Rutte e il belga Charles Michel.

In realtà la posizione di Bettel è ora a forte rischio. A complicare la situazione, e potenzialmente sparigliare le vecchie egemonie, sono i numeri al rialzo per i piccoli partiti. Crescono i consensi per l'Adr, una formazione populista che beneficia del vento in poppa per i partiti simili in Europa. Anche il numero dei seggi di altri due piccoli partiti sale, a sorpresa: si tratta dei Piraten e della Sinistra.

È questa polverizzazione del voto che ha contribuito al declino del CSV. Resta il primo partito nonostante sia sceso al 28% segnando il peggior risultato di sempre. E ora rischia di restare all’opposizione per la seconda legislatura di fila.

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