
La pubblicazione di oltre tre milioni di file desecretati da parte del Dipartimento di Giustizia americano riapre il vaso di Pandora del caso Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 e al centro di una delle più grandi reti di sfruttamento sessuale mai emerse negli Stati Uniti. Tra nomi noti, email private e liste di invitati, le nuove carte rischiano di avere ricadute politiche pesanti.
Spunta Kevin Warsh, nuovo presidente della Fed
Tra i documenti compare anche il nome di Kevin Warsh, appena nominato da Donald Trump nuovo presidente della Federal Reserve. Warsh risulta nell’elenco degli ospiti di una festa organizzata da Epstein ai Caraibi nel 2010, a St. Barth, isola a pochi minuti di volo dalla famigerata Little St. James, proprietà del finanziere. Non esistono prove che Warsh abbia partecipato all’evento, ma la coincidenza temporale – la sua nomina annunciata poche ore prima della diffusione dei file – ha immediatamente acceso il dibattito.
Il sospetto politico: file come leva di potere
Secondo alcuni osservatori, Trump potrebbe usare i documenti ancora secretati come strumento di pressione politica, anche nei confronti della Fed. Ufficialmente, parte delle carte restano riservate per “proteggere le vittime”, ma cresce il sospetto che la vera ragione sia tutelare nomi eccellenti.
Il passato di Warsh era già stato vagliato dall’Fbi, che conosceva la sua citazione nei file Epstein. Nulla, però, ha fermato la nomina.
Le vittime: “Chi state proteggendo?”
La frustrazione delle vittime è palpabile. “Chi state proteggendo?”, ha chiesto Danielle Bensky, una delle donne abusate. “Abbiamo pochissima fiducia nel Dipartimento di Giustizia”. I democratici chiedono ora l’accesso completo a tutti i file e attendono l’audizione della ministra della Giustizia Pam Bondi, prevista alla Camera l’11 febbraio.
Le email su Trump: “Il mondo non capisce quanto è stupido”
Intanto emergono nuovi dettagli su Donald Trump. Secondo The Mirror, nel 2017 Epstein scrisse all’ex segretario al Tesoro Larry Summers: “Il mondo non capisce quanto è stupido Trump”.
Nello scambio, i due ipotizzavano un possibile aiuto russo alla vittoria elettorale del tycoon. “Plausibile ma non certa”, la valutazione di Summers. Trump ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento di Mosca.
Le accuse e i nomi eccellenti
Le nuove rivelazioni si aggiungono alla testimonianza di una vittima che aveva indicato Trump come organizzatore di “aste sessuali” con minorenni nel resort di Mar-a-Lago. Nei file compaiono anche i nomi di Howard Lutnick, Steve Bannon, Elon Musk e Sergey Brin.
Musk ha parlato di frasi “fraintese”, mentre risultano più espliciti alcuni messaggi attribuiti a Ghislaine Maxwell, storica complice di Epstein, indirizzati a un’email collegata a Bill Clinton.
La replica di Trump: “Quei documenti mi assolvono”
Nella notte, a bordo dell’Air Force One, Trump ha commentato per la prima volta la nuova ondata di documenti: “Non li ho visti personalmente, ma persone molto importanti mi hanno detto che non solo mi assolvono, ma dimostrano l’opposto di ciò che sperava la sinistra radicale”. Parole che non chiudono il caso, ma che promettono nuove tensioni politiche nei prossimi mesi.
Un caso tutt’altro che chiuso
Con milioni di carte ancora secretate, il dossier Epstein resta una mina sotto la politica americana. Le domande superano le risposte e il confine tra giustizia, potere e ricatto appare sempre più sottile.









