Attacco missilistico alla base italiana di Erbil: nessun ferito tra i militari

Un missile ha colpito la base italiana nel Kurdistan iracheno. Il ministro della Difesa Guido Crosetto rassicura: nessuna vittima tra i militari. Condanna anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre cresce la tensione in Medio Oriente

Attacco missilistico alla base italiana di Erbil: nessun ferito tra i milit

Momenti di forte tensione, nella notte tra l’11 e il 12 marzo per il contingente italiano impegnato in Iraq. Un missile ha colpito la base militare italiana situata a Erbil, nel nord dell’Iraq.

A rassicurare immediatamente sull’accaduto è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha confermato l’assenza di vittime o feriti tra il personale italiano presente nella base.

“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene”, ha dichiarato il ministro, spiegando di essere costantemente aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comando operativo.

I militari al sicuro nei bunker

Subito dopo l’allarme, i militari italiani hanno seguito i protocolli di sicurezza previsti per gli attacchi missilistici e si sono rifugiati nei bunker della base.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso una ferma condanna dell’attacco, spiegando di aver parlato direttamente con l’ambasciatore italiano nel Paese.

“I nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria”, ha scritto Tajani sui social.

La presenza militare italiana a Erbil

La base di Erbil ospita uno dei principali contingenti italiani impegnati nella missione internazionale contro il terrorismo.

I militari italiani partecipano alla missione della NATO e alla coalizione internazionale anti-ISIS, con compiti che includono: addestramento delle forze di sicurezza irachene; supporto logistico e operativo; attività di stabilizzazione dell’area.

Negli ultimi anni l’Italia ha mantenuto in Iraq centinaia di militari tra Erbil, Baghdad e altre basi operative, contribuendo alla sicurezza regionale.

La regione del Kurdistan iracheno è considerata relativamente più stabile rispetto ad altre aree dell’Iraq, ma resta esposta al rischio di attacchi missilistici e con droni da parte di milizie filo-iraniane attive nell’area.

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