
Negli ultimi anni l’Europa ha avviato una delle più rapide accelerazioni militari dalla fine della Guerra Fredda.
Secondo l’ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute sui trasferimenti globali di armamenti, nel quinquennio 2021-2025 le importazioni di armi dei Paesi europei sono più che triplicate rispetto al periodo precedente.
Il continente è così diventato la principale area importatrice di armamenti al mondo, con il 33% delle importazioni globali, superando Asia e Oceania (31%) e Medio Oriente (26%).
Questo aumento ha contribuito a far crescere il volume complessivo dei trasferimenti globali di armi di circa il 10%, segno di una nuova fase di competizione militare internazionale.
Gli Stati Uniti dominano il mercato delle armi
A beneficiare maggiormente del riarmo europeo sono soprattutto gli Stati Uniti, che continuano a dominare il commercio globale di armamenti.
Nel periodo analizzato, quasi la metà delle armi importate dai Paesi europei (48%) proviene dall’industria militare americana.
Molto distanti gli altri fornitori europei: Germania con il 7,1%; Francia con il 6,2%.
Se si considerano soltanto i Paesi europei della NATO, la quota statunitense sale addirittura al 58% delle importazioni militari.
Secondo gli analisti del Sipri, la crescente percezione della minaccia rappresentata dalla Russia, aggravata dalle incertezze sull’impegno americano nella difesa europea, ha spinto molti Paesi della NATO ad accelerare gli acquisti di sistemi d’arma.
Il predominio militare Usa nel mondo
A livello globale, gli Stati Uniti rafforzano ulteriormente la propria leadership nel settore della difesa.
Nel quinquennio 2021-2025 Washington ha rappresentato il 42% delle esportazioni mondiali di armamenti, in aumento rispetto al 36% del periodo precedente.
Tra i principali destinatari delle armi americane figurano: Arabia Saudita (12%); Ucraina (9,4%); Giappone (8,9%).
Secondo il ricercatore del Sipri Pieter Wezeman, le esportazioni di armi rappresentano per Washington uno strumento centrale di politica estera, oltre che un modo per rafforzare il proprio complesso militare-industriale.
Francia, Germania e il declino russo
Dietro gli Stati Uniti, il secondo esportatore mondiale di armi è la Francia, con una quota del 9,8% del mercato globale e un aumento delle esportazioni del 21%.
I principali clienti di Parigi sono: India (24%); Egitto (11%); Grecia (10%).
La Germania è invece salita al quarto posto tra gli esportatori mondiali, superando la Cina. Una parte rilevante delle esportazioni tedesche è stata destinata all’Ucraina, spesso sotto forma di aiuti militari.
Diverso il caso della Russia, che ha registrato un netto calo delle esportazioni militari, scendendo al 6,8% del mercato globale, il livello più basso della sua storia recente.
L’Italia sale nella classifica mondiale delle esportazioni militari
Tra i dati più sorprendenti del rapporto c’è la crescita dell’export militare italiano.
Nel quinquennio analizzato, le esportazioni di armamenti dell’Italia sono più che raddoppiate, portando il Paese al sesto posto tra gli esportatori mondiali.
Le principali destinazioni dell’export militare italiano sono: Qatar (26%) e Kuwait (17%).
Complessivamente il 59% delle esportazioni italiane di armi è destinato al Medio Oriente, mentre solo il 13% rimane in Europa.
Un nuovo equilibrio militare globale
Il rapporto Sipri fotografa un mondo sempre più segnato da tensioni geopolitiche e riarmo militare.
L’Europa aumenta la spesa per la difesa, gli Stati Uniti consolidano il proprio predominio nel commercio di armi e nuove potenze regionali entrano nel mercato globale degli armamenti.
Un segnale chiaro: la sicurezza internazionale sta tornando al centro dell’economia e della politica globale.










