Sri Lanka, otto esplosioni in chiese e hotel: oltre 200 morti

Gli ordigni sono esplosi durante le celebrazioni di Pasqua. Il ministro della Difesa: "Individuati i responsabili, sono estremisti religiosi"

Otto esplosioni in chiese e hotel: oltre 200 morti

Una serie di sei esplosioni simultanee, più altre due, avvenute circa tre ore dopo, ha sconvolto le celebrazioni pasquali delle comunità cristiane (il 7,5% della popolazione) in Sri Lanka. Il bilancio delle vittime è salito a 290.

I primi sei attacchi si sono verificati in tre hotel di lusso di Colombo e tre chiese, la settima esplosione in un edificio di Dehiwala, in uno dei sobborghi a sud della capitale, dove un attentatore si è fatto esplodere e sono rimasti uccisi tre poliziotti. L'ottava, che non ha causato vittime al di fuori dell'attentatore, è avvenuta ancora in un quartiere di Colombo, Orugodawatta, e anche questa sarebbe opera di un terrorista suicida.

Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, dopo le ultime due esplosioni ha affermato che tutti i responsabili degli attacchi "sono stati identificati". Il ministro ha parlato di atti di "terrorismo" compiuti da estremisti religiosi, ma non ci sono state rivendicazioni da parte di alcun gruppo.

Nel pomeriggio, Wijewardene ha comunicato i primi sette arresti di persone sospette e ha specificato che appartengono tutte allo stesso gruppo, senza specificare quale. La polizia ha poi precisato che i fermati sono molti di più e di non poter "dire chi c'è dietro gli attacchi e quali sono le loro intenzioni fino al completamento dell'indagine".

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