
Dopo l’annuncio di Donald Trump, è arrivata la conferma della televisione di Stato iraniana: Ali Khamenei, 86 anni, guida suprema della Repubblica islamica dal 1989, è morto in seguito ai bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele.
Il presentatore della tv di Teheran ha dato la notizia in lacrime, mentre sullo schermo scorrevano immagini d’archivio con un nastro nero in segno di lutto. Non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle circostanze precise del decesso.
Il governo iraniano ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale.
💣 Raid su Teheran e altre città: oltre 100 morti
L’operazione militare, pianificata da settimane, ha colpito decine di obiettivi in tutto il Paese. Esplosioni sono state segnalate a Teheran, ma anche a Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah.
Secondo fonti locali, oltre 100 persone sarebbero morte nei bombardamenti. Tra gli obiettivi colpiti anche infrastrutture sensibili e, secondo alcune ricostruzioni, una scuola.
L’attacco rappresenta uno dei momenti più drammatici nella storia recente della Repubblica islamica.
🚀 La risposta iraniana: missili su Tel Aviv e nel Golfo
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Nella notte sono stati lanciati missili contro Tel Aviv e contro basi americane in Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita.
Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai, dove un palazzo sull’isola artificiale di Palm Jumeirah e l’aeroporto internazionale sarebbero stati colpiti.
I Pasdaran hanno promesso “l’operazione più feroce della storia” contro Israele e interessi statunitensi nella regione.
🛢️ Chiuso lo Stretto di Hormuz: mercati in allarme
Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito di circa un quarto del petrolio mondiale.
La decisione rischia di provocare uno shock energetico globale, con immediate ripercussioni su prezzi del greggio, inflazione e mercati finanziari.
🏛️ Il dopo-Khamenei: chi guiderà l’Iran?
Con la morte di Khamenei si apre una fase delicatissima per l’Iran. La Costituzione prevede che l’Assemblea degli Esperti nomini una nuova Guida Suprema.
Trump ha dichiarato che “ci sono alcuni buoni candidati per guidare l’Iran”, mentre dall’esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, ha ringraziato Washington per l’operazione militare, parlando di “ora della liberazione”.
Nel Paese il clima è spaccato: da un lato manifestazioni di cordoglio con slogan contro America e Israele, dall’altro segnali di festeggiamenti da parte di settori dell’opposizione.
🌍 Rischio guerra regionale
L’uccisione della Guida Suprema rappresenta un evento senza precedenti nella storia della Repubblica islamica.
Il conflitto rischia ora di estendersi a tutto il Medio Oriente, coinvolgendo attori regionali e grandi potenze. La convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu appare inevitabile, mentre l’Europa osserva con crescente preoccupazione l’escalation militare e le possibili conseguenze energetiche.
📌 Uno spartiacque storico
La morte di Ali Khamenei segna la fine di un’era durata 36 anni e apre un vuoto di potere che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’intera regione.
Tra lutto nazionale, minacce di ritorsione e tensioni sui mercati globali, il Medio Oriente entra in una delle fasi più critiche della sua storia contemporanea.










