
L’operazione militare scattata all’alba di sabato prosegue con ondate successive di bombardamenti. Obiettivo: infrastrutture missilistiche, centri di comando e figure chiave dell’establishment iraniano. Fonti israeliane parlano di un’operazione che “procede più velocemente del previsto” e che potrebbe portare presto a un punto di svolta strategico per Teheran.
🚀 La risposta iraniana: attacchi su basi Usa e città israeliane
I Pasdaran hanno annunciato una risposta “su vasta scala”, lanciando missili contro: basi statunitensi nel Golfo; città israeliane; obiettivi navali nel Mediterraneo orientale
Missili avrebbero preso di mira anche la portaerei USS Abraham Lincoln. Washington sostiene di aver affondato nove navi da guerra iraniane e distrutto il quartier generale della Marina di Teheran.
🇺🇸 Le prime perdite americane
Nel bilancio si contano le prime vittime statunitensi: 3 militari morti e 20 feriti L’attacco ha colpito la base “Camp Patriot” in Kuwait, segnando un salto di livello nel coinvolgimento diretto degli Usa.
🇮🇱 Israele sotto attacco: Hezbollah entra nel conflitto
Dopo un razzo iraniano che ha colpito un condominio nel nord di Israele causando nove morti, nuove sirene hanno risuonato per un attacco missilistico dal Libano. Protagonista Hezbollah, che ha lanciato razzi verso Haifa. L’Idf (Forze di difesa israeliane) ha risposto colpendo obiettivi nel sud del Libano e invitando i residenti di circa cinquanta tra città e villaggi a evacuare immediatamente.
🌍 Reazione internazionale
Il Regno Unito, la Francia e la Germania si sono dette “pronte ad azioni difensive”. Un drone avrebbe colpito una base britannica a Cipro, segnale di un conflitto che rischia di estendersi ulteriormente nel Mediterraneo orientale.
📊 “Centinaia” o “duemila” obiettivi colpiti?
Il presidente Donald Trump parla di “centinaia” di siti iraniani neutralizzati. Secondo il The New York Times, il numero potrebbe essere vicino ai duemila. La guerra si combatte anche sul piano della comunicazione strategica, con cifre e dichiarazioni che rafforzano la percezione di superiorità militare.
⚖️ Un conflitto regionale a rischio escalation
La dinamica è ormai chiara tra guerra aerea e navale, coinvolgimento di attori regionali, attacchi incrociati su più fronti. L’eliminazione di Khamenei non ha chiuso il conflitto. Al contrario, ha aperto una fase ancora più incerta. Il Medio Oriente si trova davanti a uno dei momenti più delicati degli ultimi decenni.








