
In un’intervista telefonica al Daily Mail, Trump ha dichiarato che l’operazione militare contro l’Iran avrà una durata limitata. “È sempre stato un processo di quattro settimane. Per quanto l’Iran sia grande e forte, ci vorranno quattro settimane o meno.” Il presidente non ha fornito dettagli operativi, ma ha ribadito che la missione è stata pianificata con un perimetro temporale preciso.
🎯 “Colpiti centinaia di obiettivi”
In un videomessaggio di sei minuti pubblicato su Truth, Trump ha affermato che sono già stati colpiti “centinaia” di siti iraniani. L’operazione, ha spiegato, continuerà finché tutti gli obiettivi statunitensi non saranno stati completati. Tra i target figurano – secondo fonti americane – infrastrutture militari, basi missilistiche, centri logistici e siti collegati al programma balistico.
🧨 La linea rossa: nucleare e missili a lungo raggio
Trump ha ribadito che Washington non può consentire a Teheran di sviluppare armi nucleari o missili a lunga gittata. “Non possiamo permettere che una nazione che organizza eserciti terroristici possieda tali armi”, ha dichiarato. L’Iran ha sempre negato di voler sviluppare un’arma atomica, sostenendo che il proprio programma abbia finalità civili. Ma per gli Stati Uniti – e per Israele – il rischio strategico resta inaccettabile.
⚡ Parole durissime contro Khamenei
Nel messaggio video, Trump ha definito la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, uccisa negli attacchi secondo quanto annunciato da Washington, “un uomo miserabile e vile, con le mani sporche del sangue degli americani”. Un linguaggio che conferma la volontà della Casa Bianca di mantenere una postura di massima pressione politica e militare.
🌍 Le implicazioni globali
L’operazione statunitense sta già producendo effetti sui mercati energetici e sugli equilibri regionali. Il prezzo del petrolio resta volatile. Cresce la tensione nel Golfo. Allerta rafforzata nelle basi Usa in Medio Oriente. Il timore internazionale è che un conflitto prolungato possa destabilizzare ulteriormente l’area, soprattutto se l’Iran decidesse di reagire su larga scala o di bloccare lo Stretto di Hormuz.
📌 Una corsa contro il tempo
Con la promessa di chiudere l’operazione entro un mese, Trump punta a evitare una guerra lunga e impopolare. Ma molto dipenderà dalle mosse di Teheran e dalla capacità di Washington di raggiungere rapidamente i propri obiettivi militari. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la strategia americana porterà a una de-escalation o a un conflitto regionale più ampio.









