
Il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista a sette testate europee, tra cui Il Sole 24 Ore, ha ribadito la necessità di un “risveglio europeo” per rispondere alla competizione globale. La sua proposta: una capacità comune di indebitamento Ue, sul modello degli Eurobond, per finanziare difesa, transizione verde, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. Macron ha evidenziato come Stati Uniti e Cina stiano accelerando sul fronte tecnologico e militare, e che senza un’azione europea coordinata, l’Europa rischia di restare solo un “fattore di aggiustamento” nel commercio globale.
Berlino frena: la priorità è la produttività
Il governo tedesco ha respinto la proposta, definendola una “distrazione dal problema reale: la bassa produttività europea”. Secondo Berlino, gli investimenti devono essere pianificati all’interno del quadro finanziario pluriennale Ue 2028-2034. Merz punta su tre obiettivi chiave: rafforzare il mercato unico, velocizzare i nuovi accordi commerciali e ridurre la burocrazia, adottando un approccio più liberista rispetto alla visione protezionistica di Parigi.
Il nodo del caccia europeo SCAF
Lo scontro franco-tedesco si riflette anche nel programma SCAF (Sistema di Combattimento Aereo del Futuro). La Francia reclama la leadership tecnica tramite Dassault, mentre la Germania chiede una spartizione industriale paritaria con Airbus. Lo stallo si aggrava con l’acquisto tedesco degli F-35 e l’interesse di Berlino per il programma britannico GCAP, mentre la “Fase 2” del SCAF resta sospesa. L’autonomia strategica europea sembra così ostaggio di sovranismi industriali e divergenze tecniche.
I quattro pilastri della strategia economica di Macron
Macron individua quattro assi principali per rendere l’Europa competitiva: completare e semplificare il mercato unico; diversificare il commercio e ridurre le dipendenze strategiche; promuovere la “preferenza europea” con clausole di salvaguardia industriali; incrementare massicciamente investimenti in difesa, transizione verde, intelligenza artificiale e ricerca quantica. Il presidente francese propone anche di mobilitare risparmio privato, accelerare cartolarizzazioni europee e creare un’unione dei mercati dei capitali, per finanziare insieme grandi progetti strategici.
Il pre-summit del 12 febbraio a Bruxelles
In vista del vertice informale Ue sulla competitività, il pre-summit convocato da Merz, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro belga Bart De Wever, vedrà oltre venti leader discutere di mercato unico, riduzione della burocrazia e crescita. Ursula von der Leyen parteciperà al dibattito, che servirà a impostare le linee guida per il Consiglio europeo di marzo. Nessuna decisione vincolante è prevista, ma il confronto traccerà il percorso operativo per i prossimi mesi.
Scontro politico e prospettive future
Il dialogo tra Macron e Merz evidenzia un’Europa divisa tra protezionismo e liberalismo, tra federalismo pragmatico e scelte nazionali. La partita sugli Eurobond e sulla difesa comune sarà decisiva per capire se l’Ue riuscirà a rafforzare la propria autonomia strategica e tecnologica di fronte a sfide globali sempre più complesse.


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