
L’Italia resta nella procedura europea per deficit eccessivo. Il dato certificato da Eurostat e Istat fissa il disavanzo al 3,1% del Pil, sopra la soglia del 3% prevista dalle regole UE.
Un margine minimo, ma sufficiente a rinviare l’uscita dai vincoli di bilancio europei, con conseguenze dirette sulla capacità del governo di aumentare la spesa pubblica.
La reazione del governo: tensione politica e accuse al passato
La premier Giorgia Meloni non nasconde l’irritazione e punta il dito contro il peso del Superbonus, definito una delle principali cause dello squilibrio dei conti.
Sul tavolo anche il tema delle revisioni del Pil: secondo Palazzo Chigi, le stime iniziali tendono a sottovalutare la crescita reale, generando effetti penalizzanti sul rapporto deficit/Pil.
Giorgetti: “Queste sono le regole”, ma si valuta lo scostamento
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti adotta una linea pragmatica. Il nuovo Documento di finanza pubblica (Dfp) si basa su previsioni riviste al ribasso e su un approccio definito “realistico”.
La crescita del Pil viene stimata allo 0,6% nel 2025 e 2026, mentre il debito pubblico resta sopra il 138% nel breve termine. L’obiettivo di rientro sotto il 3% viene spostato al 2026, con un deficit previsto al 2,9%.
Nel frattempo, il governo non esclude uno scostamento di bilancio, soprattutto per far fronte all’aumento dei costi energetici e alle spese per la difesa in un contesto geopolitico sempre più instabile.
Energia e guerra: il vero fattore di pressione sui conti
La crisi energetica, aggravata dalle tensioni in Medio Oriente e dal rischio di shock sulle forniture, resta infatti la priorità assoluta. L’aumento dei prezzi del gas e dei carburanti si riflette sull’intera economia, dall’industria ai consumi.
Secondo Confindustria, il rischio è concreto: se la crisi internazionale dovesse protrarsi, l’Italia potrebbe scivolare verso una fase recessiva già entro fine anno.
Spazi fiscali ridotti e scelte politiche decisive
Restare nella procedura UE significa minori margini per nuove misure economiche, proprio mentre il governo si prepara alla prossima legge di bilancio.
Il quadro che emerge è quello di un Paese stretto tra vincoli europei e necessità interne. La sfida per l’Italia sarà trovare un equilibrio tra disciplina fiscale e sostegno all’economia, in uno scenario globale sempre più incerto.




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