Malta, una minaccia in mezzo al mare

Una minaccia in mezzo al mare

Un rapporto della Commissione europea su Malta mette in guardia sul fatto che il paese ha "compiuto progressi limitati in materia di riciclaggio, corruzione e vigilanza finanziaria". In un’altra analisi, il Parlamento europeo descrive "gravi e sistematiche deficienze" nello stato di diritto a Malta. Anche l'Fmi si è mosso e ha chiesto alle autorità di Malta di agire rapidamente per garantire l'indipendenza finanziaria a lungo termine delle autorità di vigilanza.

E, invece, l'unica cosa che è successa a Malta all'indomani dei Panama Papers è stato l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, che nel 2016 aveva scoperto il coinvolgimento del premier Joseph Muscat e dei suoi collaboratori nella creazione di società in America Latina. Le accuse di riciclaggio di tangenti erano circostanziate e riguardavano anche la moglie di Muscat. La signora Michelle aveva fondato la sua società di gestione panamense, Egrant Inc, attraverso lo stesso intermediario, Karl Cini, chiamato dal marito. Ma dopo una lunga indagine, la magistratura maltese ha concluso che non c’era motivo di proseguire sul piano penale. Caruana Galizia aveva puntato l'indice anche contro Pilatus Bank, un'istituzione isolana fondata nel 2014, rea di gestire gran parte dei fondi nelle presunte transazioni che coinvolgono l'Azerbaigian.

Il ministro delle Finanze Edward Scicluna sostiene che lo scandalo dei Panama Papers è "storia" e ha accusato i parlamentari europei di "bullismo" contro Malta. Ma è così? È acqua passata? Di sicuro, non è un problema recente. Già dal momento dell'adesione del paese all'Ue nel 2004, Malta si era già ritagliata un ruolo: le aliquote fiscali per le società estere al 5%, a fronte di una media del 22% negli altri paesi europei, hanno sin dall'inizio cominciato ad attirare fondi di investimento, banche e società di servizi finanziari da tutto il mondo.

Poi, quando Muscat e il suo partito laburista sono entrati in carica nel 2013 ponendo fine a 25 anni di dominio ininterrotto del partito nazionalista, Malta ha avuto un triennio di crescita economica sostenuta. Intanto Binance Holdings, la più grande borsa al mondo di criptovalute, ha annunciato che trasferirà la sede da Hong Kong a Malta e nel giro di poche settimane gli analisti di Morgan Stanley hanno riferito che la maggior parte del volume di criptotrading del mondo si sta muovendo attraverso società con sede nell'isola.

La corsa del piccolo Stato prosegue.

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