
L’Europa è di nuovo davanti a un crocevia storico. È il messaggio lanciato da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, durante il workshop dedicato a Robert Mundell, il premio Nobel per l’economia che già nel 1969 aveva indicato la necessità per il Vecchio Continente di scegliere tra integrazione e marginalità.
Secondo Panetta, lo scenario internazionale è profondamente cambiato: guerra, tensioni geopolitiche, crisi energetiche e competizione globale stanno ridisegnando mercati, commercio e dipendenze strategiche. L’Europa non può più permettersi di agire come una somma di economie separate.
La priorità è completare l’architettura dell’euro attraverso una maggiore integrazione in settori decisivi: tecnologia, comunicazioni, istruzione, energia e difesa. Per competere con Stati Uniti e Cina, secondo il governatore, servono progetti comuni e una capacità industriale europea più forte.
Un altro nodo riguarda i capitali. Mercati finanziari ancora troppo frammentati lungo linee nazionali rischiano di frenare innovazione, transizione verde e investimenti nella sicurezza. Per questo Panetta richiama la necessità di regole più semplici e armonizzate e di nuovi strumenti comuni, compresi gli eurobond garantiti dagli Stati membri.
Sul fronte della sovranità economica entra in gioco anche l’euro digitale: una nuova infrastruttura europea dei pagamenti che, secondo Panetta, può rafforzare l’autonomia monetaria e politica dell’Unione in un mondo dominato da grandi piattaforme globali.
La sfida è quindi politica prima ancora che economica: l’Europa dovrà decidere se restare un mercato integrato ma frammentato oppure diventare un vero attore globale capace di difendere i propri interessi.








