Allarmi bomba sui voli in Europa: caos nei cieli, caccia militari in volo e aerei dirottati

Una raffica di minacce via email ha coinvolto almeno 14 voli nella sola giornata del 5 novembre, con segnalazioni anche su rotte italiane. Aerei scortati dai jet militari, atterraggi d’emergenza e controlli negli aeroporti: nessun ordigno è stato trovato, ma gli investigatori temono un’azione coordinata.

Allarmi bomba sui voli: caos nei cieli

Nuova ondata di falsi allarmi bomba nei cieli europei. Le segnalazioni, arrivate attraverso messaggi di posta elettronica anonimi, hanno interessato compagnie come Ryanair, Wizz Air, Finnair, Aer Lingus e LOT. Secondo le diverse ricostruzioni, i voli coinvolti il 5 novembre sono almeno 14, ma alcune fonti parlano di 18 casi. Il bilancio degli ultimi giorni supera comunque le venti minacce.

Fiumicino e Malpensa, scattano i protocolli di sicurezza

L’Italia è tra i Paesi più colpiti. A Fiumicino un volo Finnair proveniente da Helsinki è stato scortato da Eurofighter dell’Aeronautica Militare e ha effettuato regolarmente l’atterraggio: i controlli a bordo e sui bagagli non hanno rilevato nulla di sospetto. Un Aer Lingus da Dublino è stato invece dirottato alla base militare francese di Évreux, dove i 151 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio sono stati messi in sicurezza.

Coinvolto anche un volo Wizz Air decollato da Malpensa e diretto a Varsavia, fatto atterrare a Vienna. Altri allarmi hanno riguardato voli arrivati a Milano, tra cui un Aegean da Salonicco e un Ryanair da Porto.

La firma dei Combattenti dello Stato Maschile

A rendere ancora più inquietante la vicenda è il contenuto di alcune email, scritte in italiano e firmate “Combattenti dello Stato Maschile”. La sigla richiama il movimento russo ultranazionalista e misogino Muzhskoye Gosudarstvo, messo al bando in Russia. In uno dei messaggi si leggeva: “L'esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso”.

La firma, tuttavia, non dimostra che il gruppo sia effettivamente responsabile: gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori e verificare l'autenticità delle rivendicazioni.

Ipotesi di una campagna coordinata

Polizia di frontiera e Polizia postale stanno ricostruendo il percorso dei messaggi, cercando di individuare server, indirizzi IP e account utilizzati. Tra le piste ci sono indirizzi compromessi e servizi di posta elettronica anonimizzata. Gli investigatori valutano anche eventuali collegamenti con i falsi allarmi che nei giorni precedenti avevano interessato altri voli e circa 280 scuole in Italia.

La dimensione internazionale degli episodi ha attivato la cooperazione tra le autorità europee. Anche Europol ha manifestato la propria disponibilità a sostenere le indagini, su richiesta dei Paesi coinvolti.

Guerra ibrida o terrorismo psicologico?

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato il concetto di “guerra sotto soglia”, mentre in ambito politico si parla di possibile guerra ibrida. Ma la cautela resta necessaria: al momento non è stata accertata una regia comune né è stata dimostrata la responsabilità di uno Stato o di un'organizzazione.

Una cosa è certa: anche quando si rivelano infondate, minacce di questo tipo possono provocare enormi disagi, mobilitare risorse militari e di sicurezza e minare la fiducia dei passeggeri nel trasporto aereo. E proprio questo effetto di destabilizzazione potrebbe essere uno degli obiettivi di chi le mette in atto.

Fonte
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