Elezioni in Israele. Vince a sorpresa Netanyahu, nonostante il processo per corruzione

Il premier (sotto accusa per corruzione): “Un successo gigantesco”

Elezioni (le terze in un anno). Vince Netanyahu, nonostante il processo
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

Gli israeliani sono andati al voto per la terza volta in meno di un anno. E a sorpresa, nonostante sia vicino a un processo per corruzione, il premier Benjamin Netanyahu ne esce vincitore.

Lo spoglio attribuisce 36/37 seggi al suo partito, il Likud. Con gli alleati della destra sarebbe a 60 o forse 59 seggi, ovvero poco meno della maggioranza di 61 deputati sui 120 della Knesset (il Parlamento israeliano).

“Un successo gigantesco. Abbiamo fatto l’impossibile”: con queste parole il premier israeliano Benyamin Netanyahu si è rivolto nella nottata ai suoi sostenitori.

“Abbiamo sviluppato legami con diversi leader del mondo, fra cui - ha precisato - dirigenti di Paesi islamici ed arabi. Oman, Sudan e Ciad sono solo alcuni di essi”. Nel prossimo futuro, ha aggiunto, si procederà alla estensione della sovranità israeliana “ai lembi di terra patria in Giudea Samaria” (Cisgiordania), alla “eliminazione della minaccia iraniana”, al raggiungimento di “una alleanza storica con gli Stati Uniti” e ad accordi di pace con Paesi islamici allineati col piano Trump.

In politica interna - ha osservato il premier che è sotto processo per corruzione – “adesso è giunto il momento di rimarginare le ferite, di puntare alla riconciliazione”.

L’affluenza è stata da record: alle 22 locali di lunedì aveva votato il 71% degli elettori, quasi tre punti in più di settembre (mentre ad aprile aveva votato il 67,9%). È il dato più alto dal 1999. Gli israeliani hanno votato in massa, forse nella speranza di superare il lungo stallo politico che blocca la formazione di un nuovo esecutivo.

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