
Scatta oggi, 26 settembre, la seconda riduzione dello sconto sulle accise: il beneficio sul gasolio, comprensivo dell’Iva, passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro e resterà in vigore fino al 5 ottobre. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit, il diesel self-service era già a 2,338 euro/litro sulla rete ordinaria e 2,421 euro in autostrada.
Eni introduce un price cap
La risposta arriva da Eni, che dal 28 settembre fisserà per i carburanti venduti nelle stazioni Enilive un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il diesel e 1,99 euro per la benzina. Il limite sarà inizialmente valido per 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine del 2026.
Raffinerie convocate a Roma
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e quello dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per l'8 ottobre le società della raffinazione italiana. L'obiettivo dichiarato è valutare come aumentare la produzione dei principali prodotti petroliferi e contribuire a raffreddare i prezzi. Al tavolo sono attesi, tra gli altri, Eni, Saras, Sonatrach, Socar-IP, Iplom e Isab.
Il nodo resta il prezzo alla pompa
Il price cap di Eni può attenuare il costo per chi rifornisce presso la sua rete, ma non modifica automaticamente i prezzi dell'intero mercato italiano. E proprio qui si concentra il confronto politico: da una parte la richiesta di interventi temporanei per fronteggiare l'emergenza, dall'altra il dibattito sulla durata delle riduzioni fiscali e sugli eventuali interventi sugli extraprofitti del settore.
Carburanti, energia e inflazione
Il problema non riguarda soltanto automobilisti e autotrasportatori. Un diesel più caro può trasferirsi progressivamente sui costi di trasporto, sulla logistica e sui prezzi finali di beni e servizi, rendendo il caro-energia un tema anche per l'inflazione e la competitività delle imprese italiane.


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