
Il 4 luglio 1926, nel cuore di Bologna, nasceva la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati. I fratelli Ducati iniziarono producendo componenti e apparecchiature per le comunicazioni radio, prima di trasformare radicalmente l'azienda nel dopoguerra.
La svolta arrivò nel 1946 con il Cucciolo, il piccolo motore ausiliario destinato alle biciclette che segnò l'ingresso di Ducati nel mondo delle due ruote. Da allora, il marchio di Borgo Panigale è diventato uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy, grazie a tecnologia, design e successi nelle competizioni.
Un centenario celebrato a Bologna
Per celebrare i suoi primi 100 anni, Ducati ha trasformato Bologna, città nella quale è nata e dove ancora oggi ha il suo storico stabilimento di Borgo Panigale, in un grande palcoscenico dedicato alla propria storia.
Dal 7 settembre al 5 ottobre 2026, una mostra diffusa attraversa alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico, tra Salaborsa, Palazzo Pepoli, Galleria Cavour e Palazzo Boncompagni, raccontando fabbrica, design, tecnologia, arte, competizioni e memoria del marchio.
“È il momento migliore della nostra storia”
Il centenario arriva però in una fase particolare. Negli ultimi due anni il mercato delle motociclette ha rallentato e anche Ducati ha registrato una contrazione dei volumi.
Nel 2025 l'azienda ha consegnato 50.895 moto, contro le 54.495 del 2024. Il fatturato è sceso da 1,003 miliardi a 925 milioni di euro, mentre l'utile operativo è passato da 91 a 52 milioni di euro, mantenendo comunque una redditività del 5,6%.
Tuttavia, questi numeri vanno letti nel contesto di un mercato globale difficile, condizionato da dazi, cambi valutari e dalla transizione normativa Euro 5+.
Il nodo Volkswagen
A preoccupare è soprattutto ciò che accade nella casa madre. Ducati fa parte dell'Audi Group dal 2012 e, attraverso Audi, è quindi inserita nel perimetro Volkswagen.
Il 3 settembre il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato il “Future Plan 2030”, una delle più profonde ristrutturazioni nella storia del gruppo: sono previsti altri 50.000 tagli, che si aggiungono alle riduzioni già programmate e portano il piano complessivo a circa 100.000 posti di lavoro entro il 2030. Volkswagen punta inoltre a ridurre drasticamente la complessità della gamma e affrontare l'eccesso di capacità produttiva in Europa.
Ducati resta sotto osservazione, ma senza decisioni
È proprio questo il punto che alimenta le domande sul futuro di Ducati. Il CEO della casa italiana, Claudio Domenicali, ha confermato che il gruppo Volkswagen sta rivalutando le proprie partecipazioni, ma ha sottolineato che su Ducati non è stata presa alcuna decisione finale.










