Secondo lo storico della cultura Lawrence Samuel, autore di The Rise and Fall of Retirement in the United States, la pensione come l’abbiamo conosciuta nel Novecento potrebbe essere al tramonto. Il nuovo paradigma non sarebbe più “smettere di lavorare”, ma continuare a lavorare finché è possibile, cercando soprattutto uno scopo e una struttura nella propria vita.
Il problema è anche finanziario
La progressiva scomparsa delle pensioni aziendali ha trasferito sugli individui una parte crescente della responsabilità previdenziale. E i numeri sono pesanti: secondo il National Institute on Retirement Security, la mediana dei risparmi pensionistici è di appena 955 dollari considerando tutti i lavoratori; sale a 40.000 dollari tra quelli che possiedono effettivamente un conto pensionistico.
Social Security sotto pressione
Anche il principale pilastro pubblico americano è sotto stress. Le proiezioni ufficiali 2026 indicano che il fondo pensionistico OASI potrebbe esaurire le proprie riserve nel 2032. Senza interventi legislativi, da quel momento le entrate correnti sarebbero sufficienti a coprire circa il 78% delle prestazioni programmate. Non significa che la Social Security scomparirà, ma che il sistema dovrà essere riformato.
Gli over 65 tornano protagonisti
Il cambiamento è già visibile nel mercato del lavoro. Nel 2025 il 19,1% degli americani di almeno 65 anni partecipava alla forza lavoro, lavorando o cercando un'occupazione. Erano appena il 12,9% nel 2000.
Non solo soldi: serve uno scopo
La questione non è però soltanto economica. Samuel sottolinea il rischio di solitudine, isolamento e perdita di uno scopo dopo l’uscita dal lavoro. Per una parte degli anziani, quindi, continuare a lavorare può rappresentare non soltanto una necessità finanziaria, ma anche una fonte di relazioni, identità e significato.
Il nuovo modello
La domanda, allora, non è più soltanto “quando potrò andare in pensione?”, ma anche “come voglio vivere quando smetterò di lavorare?”.
Il futuro potrebbe non essere lavorare fino alla morte, ma passare da una pensione come fine del lavoro a una vecchiaia più flessibile, nella quale lavoro, tempo libero, volontariato e attività sociali si alternano.
E c’è una distinzione fondamentale: continuare a lavorare per scelta può essere una risorsa; essere costretti a farlo perché non si dispone di risparmi sufficienti è tutt’altra cosa.








